L’Orchestra di Padova e del Veneto con il pianista Pietro De Maria

16 Marzo 2015 By Valentina

Al Teatro Aldo Rossi di Borgoricco verrà recuperato il concerto dell’Orchestra di Padova e del Veneto inizialmente programmato per giovedì 19 febbraio e rinviato per l’indisposizione del pianista franco-canadese Louis Lortie. È prevista una doppia sostituzione in quanto al posto di Louis Lortie, che avrebbe ricoperto il doppio ruolo di pianista e direttore, si esibiranno il pianista veneziano Pietro De Maria e il direttore d’orchestra emiliano Marco Boni. Rimarrà invariato il programma, interamente dedicato a Ludwig van Beethoven, con l’esecuzione del Primo, del Terzo e del Quinto Concerto per pianoforte e orchestra.
L’appuntamento è realizzato con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, con cui l’Orchestra di Padova e del Veneto può arricchire la propria offerta al territorio promuovendo occasioni concertistiche di respiro internazionale.
La giornata musicale inizierà alle 11.00 con la prova generale aperta alle scuole. Alle 21.00 si terrà il concerto aperto al pubblico. Il biglietto d’ingresso avrà la cifra simbolica di 10 euro: il ricavato sarà interamente devoluto in beneficenza all’Associazione Sportiva Dilettantistica Coco Loco di Padova.

Il programma beethoveniano inizia con il Concerto n. 1 in do maggiore per pianoforte e orchestra op. 15, ultimato nel 1798 e pubblicato nel marzo del 1801. La composizione venne dedicata da Beethoven a una sua giovane allieva, Anna Luisa Barbara von Keglevich, detta Babette. Questo Primo Concerto risente ancora dell’influsso di Haydn e di Mozart: nei tre tempi che lo compongono — Allegro con brio, Largo e Rondò (Allegro scherzando) — si ammirano l’eleganza dello stile strumentale e la scorrevolezza della tecnica pianistica, che danno vita a un discorso di grande fluidità e di sicura presa sul pubblico.

Si prosegue con il Concerto n. 3 in do minore per pianoforte e orchestra op. 37, con la dedica «A Son Altesse Royale Monseigneur le Prince Louis Ferdinand de Prusse». Già abbozzato intorno al 1800, fu completato nel 1802 ed eseguito, con Beethoven al pianoforte, il 5 aprile 1803 a Vienna. L’anno seguente verrà pubblicato e rieseguito, con l’autore sul podio e Ferdinand Ries come solista, incontrando un successo tale da renderlo il concerto pianistico beethoveniano più eseguito di tutto l’Ottocento. Tra i momenti più esaltanti di questo Concerto va senz’altro citata la cadenza del primo tempo, cioè la magia con cui Beethoven inventa il ‘passaggio del testimone’ tra il solista e l’orchestra per la conclusione del movimento.

Il programma si conclude con il Concerto n. 5 in mi bemolle maggiore per pianoforte e orchestra op. 73 detto “L’Imperatore”, l’ultimo concerto beethoveniano per pianoforte e orchestra. Il lavoro, dedicato all’arciduca Rodolfo d’Asburgo, venne composto tra il 1809 e il 1810 e presentato la prima volta il 28 novembre 1811 a Lipsia. Il Quinto Concerto di Beethoven è una delle composizioni per pianoforte e orchestra più celebri e popolari di tutti i tempi. Vi sono già alcune caratteristiche che saranno tipiche dello stile romantico: il solista dialoga con l’orchestra, anticipandone o raccogliendone le straripanti invenzioni.