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  18/05/2019            21:00
I Solisti Veneti: “Omaggio a Tartini”

I Solisti Veneti: “Omaggio a Tartini”


In questo concerto avremo modo di ascoltare alcune delle pagine musicali più note e virtuosistiche del repertorio tartiniano.


Sabato 18 maggio alle 21 alla Basilica del Santo si terrà il concerto de “I Solisti Veneti”: “Omaggio a Tartini” con ingresso libero.

Il concerto del 18 maggio vede la preziosa collaborazione di Suono Vivo, una società che progetta, costruisce ed installa speciali Camere Acustiche per Orchestra e Sistemi Acustici Modulari, capaci di superare le carenze acustiche all’ascolto della Musica Classica. Spesso chiese e palazzi storici non godono di una buona acustica, rendendo difficile l’ottimale ascolto dei concerti. Così è per la Basilica di Sant’Antonio. Per ovviare a questo inconveniente e permettere al pubblico di apprezzare l’esecuzione de “I Solisti Veneti” Suono Vivo si farà sponsor dell’evento, installando una Camera Acustica per Orchestra in Basilica del Santo.

GIUSEPPE TARTINI (Pirano 1692 – Padova 1770)
Sonata a quattro in sol maggiore per archi
Concerto in la maggiore D 96 per violino e archi
Concerto in la maggiore per violoncello e archi
Concerto in sol maggiore D 83 per violino e archi
Sonata in sol minore Il Trillo del Diavolo per violino e archi
Concerto in re maggiore Sant’Antonio per tromba e archi

Giuseppe Tartini, tanto amato, eseguito e studiato da Claudio Scimone, nacque a Pirano, cittadina allora appartenente alla Repubblica di Venezia, l’8 aprile 1692. Nel 1708 arrivò a Padova su indicazioni paterne. La sua fama di strumentista crebbe rapidamente, tantoché nel 1721 – dopo varie vicissitudini – venne ingaggiato come “primo violino e capo di concerto” dell’orchestra della Basilica di Sant’Antonio di Padova, incarico che mantenne fino alla morte. A Padova stabilì anche la sua scuola di violino, conosciuta come “Scuola delle Nazioni”. Tartini fu un insegnante capace e premuroso, molti dei suoi allievi ricoprirono incarichi importanti in Europa contribuendo alla fama del maestro e della scuola. Quella del Santo,
all’epoca, era una delle Cappelle Musicali più importanti del nord Italia: vi convenivano cantanti e musicisti fra i maggiori del tempo. Tartini era un uomo schivo, umile e sinceramente devoto anche se con una forte personalità che, nel corso degli anni giovanili, lo portò a ribellarsi al volere paterno, sfidando la morale dell’epoca.
Il Maestro fu figura di spicco del Settecento padovano, autentico punto di riferimento di ambiente musicale e scientifico particolarmente geniale.
In questo concerto che “I Solisti Veneti” terranno il 18 maggio alla Basilica di Sant’Antonio, con ingresso libero fino ad esaurimento posti, avremo modo di ascoltare alcune delle pagine musicali più note e virtuosistiche del repertorio tartiniano. Dopo la Sonata a quattro a quattro in sol maggiore per archi, I Solisti proporranno al pubblico il concerto in la maggiore D 96 per violino e archi, si tratta di uno dei concerti tartiniani più belli, celebri ed eseguiti. Universalmente noto il suo commovente tempo centrale, “Adagio” al cui inizio Tartini annotò nel suo consueto alfabeto cifrato i versi “A rivi a fonti a fiumi, correte amare lagrime che ben testimoniano la personalità introversa, contemplativa ma allo stesso tempo focosa ed estremamente sensibile di Tartini.
Seguirà l’esecuzione del concerto in sol maggiore D 83 per violino e archi. Nella Basilica del Santo all’epoca suonava anche Antonio Vandini, a sua volta acclamato violoncellista e compositore. Tartini e Vandini erano amici, ed è quindi verosimile che questo concerto (come quello in re
maggiore) Tartini lo abbia composto proprio per Vandini. Anche il Concerto in sol maggiore D 83 per violino e archi è molto eseguito, mentre il “Trillo del Diavolo” è sicuramente la composizione tartiniana più conosciuta al mondo. Pagina di alto virtuosismo resa celebre anche dal suo aneddoto. L'ispirazione che porterà alla nascita della sonata “Il trillo del diavolo” deriverebbe infatti da un sogno, fatto in una notte del
1713 e così descritto dal compositore: «Una notte sognai che avevo fatto un patto e che il diavolo era al mio servizio. Tutto mi riusciva secondo i miei desideri e le mie volontà erano sempre esaudite dal mio nuovo domestico. Immaginai di dargli il mio violino per vedere se fosse arrivato a suonarmi qualche bella aria, ma quale fu il mio stupore quando ascoltai una sonata così singolare e bella, eseguita con tanta superiorità e intelligenza che non potevo concepire nulla che le stesse al paragone.
Provai tanta sorpresa,nrapimento e piacere, che mi si mozzò il respiro. Fui svegliato da questa violenta sensazione e presi all’istante il mio violino, nella speranza di ritrovare una parte della musica che avevo appena ascoltato, ma invano. Il brano che composi è, in verità il migliore che abbia mai scritto, ma è talmente al di sotto di quello che m&i aveva così emozionato che avrei spaccato in due il mio violino e abbandonato per sempre la musica se mi fosse stato possibile privarmi delle gioie che mi procurava”.
Chiude il programma il Concerto in re maggiore per tromba e archi, dedicato al nostro Santo.
Il concerto del 18 maggio vede la preziosa collaborazione di Suono Vivo, una società manifatturiera e di Servizi che progetta, costruisce ed installa in vendita o a noleggio speciali Camere Acustiche per Orchestra e Sistemi Acustici Modulari, capaci di superare le carenze acustiche all’ascolto della Musica Classica nei teatri lirici, operando efficacemente ovunque sia necessario. Spesso chiese e palazzi storici non godono di una buona acustica, rendendo difficile l’ottimale ascolto dei concerti. Così è per la Basilica di Sant’Antonio, luogo eccelso ma non dotato di una buona acustica.
Per ovviare a questo inconveniente e permettere al pubblico di apprezzare l’esecuzione de I Solisti Veneti durante il concerto, Suono Vivo si farà sponsor dell’evento, installando una Camera Acustica per Orchestra. Si tratta di un contenitore scenico di legno speciale, formato da quattro superfici modulari che racchiudono il palcoscenico, che rappresenta la quinta superficie risuonante. La funzione della Camera Acustica è quella di massimizzare ed ottimizzare il suono prodotto al suo interno, facilitare il reciproco ascolto fra musicisti e direttore convogliando
appropriatamente, al tempo stesso, la musica verso il pubblico. Una sorta di strumento musicale anch’essa, costruito allo scopo di ottenere che le superfici che la costituiscono interagiscano con le onde e frequenze sonore, valorizzandone la risposta/effetto nella più pura qualità del suono. La possibilità di regolazione della Camera Acustica, in fase di prove d’Orchestra, garantisce la massima qualità della risposta acustica in ogni ambiente.

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Basilica del Santo,     Padova
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Barbara Codogno 349 5319262, Ufficio Stampa de "I Solisti Veneti"



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