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  19/03/2021            18:00
Echo Chamber: Lucretio

Echo Chamber: Lucretio


Il Centro d’Arte di Padova, l’associazione padovana dedita alla musica di ricerca, senza preclusioni di genere, propone “Echo Chamber”, un nuovo festival on line


Il Centro d’Arte di Padova, l’associazione padovana dedita alla musica di ricerca, senza preclusioni di genere, propone “Echo Chamber”, un nuovo festival on line che dà appuntamento ogni venerdì alle ore 18 sulla pagina Facebook, il canale Vimeo e il sito www.centrodarte.it.

Questo appuntamento presenta il lavoro di Lucretio (vero nome Domenico Cipriani), DJ e produttore padovano che, per primo, insieme al collettivo Autobahn, ha portato le sonorità techno nel Nord-est. Nel 2003 si trasferisce a Barcellona dove inaugura lo pseudonimo con una serie di lavori e, l’anno seguente, si diploma in produzione musicale presso il SAE Institute. L’attività lo porterà poi a Berlino e a Detroit, città nelle quali affina ulteriormente il proprio stile, stringe collaborazioni di prestigio e partecipa ad eventi di grande risonanza. Nel 2011 fonda l’etichetta Machine State Polymers e di lì a poco comincia a dedicarsi anche all’insegnamento e alla formazione di produttori di musica elettronica, oltre ad appassionarsi e cominciare a studiare programmazione musicale digitale.

L’artista parla così di “Derived Chamber Music”, il titolo del suo intervento per “Echo Chamber”: «Frammenti delle registrazioni dei live di alcuni artisti che hanno partecipato alla rassegna Musica da Camera sono stati, filtrati, riverberati, processati spettralmente e arrangiati semi-algortimicamente con Kyma, un linguaggio di programmazione basato su Smalltalk abbinato a un potente processore DSP esterno, conosciuto come il Sacro Graal del sound design. Utilizzando il GlobalSequencer disegnato da Cristian Vogel per Kyma, la peculiare modalità di scrittura esadecimale dei pattern ritmici affinata dallo stesso Lucretio è stata manipolata in tempo reale. Dalla composizione emergono campionamenti delle performance di Andrea Davì, Matteo Puglisi, L’impero della luce, Valeria Sturba, Debora Petrina, Filippo Vignato, Francesco Cusa, Alexander Hawkins, Federica Michisanti; spesso talmente miniaturizzati nella durata o dilatati nel loro spettrogramma da risultare come nuove forme sonore, e riconducibili agli originali solo attraverso un’astrazione del loro contenuto dinamico».

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www.centrodarte.it


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