02/02/2018          Dal 2 febbraio al 19 maggio    21:00
Centrodarte18

Centrodarte18


La musica indomita del sassofonista tedesco incontra la più importante coppia ritmica del jazz americano di oggi.


Si apre il 2 febbraio la nuova stagione del Centro d’Arte, sulla scia di un successo di pubblico in costante crescita, a dimostrazione che musica di ricerca non significa musica ‘di nicchia’.
Anche nel 2018 il cartellone offrirà sempre più numerose occasioni di ascolto e di spettacolo al di là di generi e di etichette, un vasto catalogo dei linguaggi della contemporaneità più viva: composizione, improvvisazione sperimentale, ricerca elettroacustica, jazz e dintorni.
Il Centro d’Arte si conferma sempre più una realtà imprescindibile della produzione culturale di Padova, radicata solidamente fin dalle sue origini a quella dell’Università, ma anche della vita musicale di una città tradizionalmente aperta alle più vivaci esperienze internazionali. Come negli anni scorsi, il Centro d’Arte propone sempre progetti originali, in dialogo sia con gli artisti sia con strutture eccellenti di produzione attrezzate come SaMPL, il laboratorio elettroacustico del Conservatorio cittadino. La politica dell’associazione inoltre è costantemente volta a favorire la massima accessibilità a un pubblico giovane, da cui è premiata con un consenso più che incoraggiante.

La prima parte di Centrodarte18 – la sezione autunnale sarà come di consueto annunciata dopo la pausa estiva – si apre nella storica sede dei concerti dell’associazione, la Sala dei Giganti, che il 2 febbraio ospiterà l’unico concerto italiano di uno dei fondatori della free music europea, Peter Brötzmann, per la prima volta ospite del Centro d’Arte. Con lui due alleati afroamericani di grande prestigio come William Parker e Hamid Drake.

La settimana successiva, il 9 febbraio, torna a Padova (nell’altra sede del teatro-cinema Torresino) un artista al centro di molteplici iniziative, non solo musicali, Otomo Yoshihide, che oltre a esibirsi in solo alla chitarra elettrica, con un programma che guarda alla tradizione del jazz più avventuroso e alla sperimentazione sonora più radicale, riunisce attorno a sé un ensemble di giovani musicisti italiani formatosi per l’occasione in un laboratorio da lui diretto.

Febbraio si chiude il 23 con Big Satan, ormai storico trio che affianca il chitarrista Marc Ducret e il batterista Tom Rainey a Tim Berne, il geniale sassofonista e compositore che il Centro d’Arte portò giovanissimo per la prima volta in Italia nel 1980, ed è oggi un punto di riferimento per l’originalità del suo linguaggio in cui si fondono composizione e improvvisazione.

Tutta scritta è invece Tastieren!, una monumentale composizione, congegnata dal talento di Giovanni Mancuso, uno dei più visionari compositori italiani di oggi, che mette in scena una spettacolare orchestra che oltre a tre pianoforti e un clavicembalo, schiera oltre venti tastiere elettriche ed elettroniche. Una vera e propria fiera di suoni vintage tipici del pop anni 60-70, qui al servizio di una scrittura complessa e brillante, affidata alle mani di tre eclettiche pianiste: Vida Borojevic, Alba Dal Collo, e Debora Petrina, scelte per affinità elettiva da Mancuso, anche pianista in questa prima esecuzione assoluta, il 2 marzo  all’Auditorium Pollini.

Il 9 marzo è la volta del primo di una serie di doppi concerti: alla Sala dei Giganti compare, un’altra prima italiana, il quartetto elettroacustico Les frères bobine: basati a Parigi, i compositori Stefano Bassanese e Ben Thigpen improvvisano sui loro strumenti a induzione magnetica un dialogo con la chitarra di Carlo Noja Barbagallo (altrimenti compositore-esecutore elettronico e cantautore) e il clarinetto di Massimo Carrozzo. Dopo di loro, esordisce il duo formato dalle chitarre elettriche di Alessandra Novaga, musicista sperimentale con un recente passato di chitarrista classica alle spalle, e da Stefano Pilia, altrimenti attivo con Massimo Volume, Afterhours, Rokia Traoré, David Grubbs…. Novaga e Pilia presentano per la prima volta il progetto Glimpses of the Day, basato su accordature microtonali e sulle scale dei raga indiani.

La primavera si apre alla Sala dei Giganti il 21 marzo con Harris Eisenstadt, che il Centro d’Arte ha ospitato qualche anno fa: era batterista nel quintetto del trombettista e compositore Nate Wooley, il quale gioca ora da solista nel Canada Day Quartet di Eisenstadt. È molto frequente che sulla scena del jazz contemporaneo i musicisti facciano valere le proprie doti non soltanto come strumentisti ma anche come compositori e arrangiatori, e che si formino ensemble transatlantici come questo, che ospita il pianista inglese Alexander Hawkins a il bassista franco-tedesco Pascal Niggenkemper.

E Centrodarte18 non sta mancando di documentare in modo eloquente questa tendenza, che potrebbe essere il tema quasi di una rassegna nella rassegna, che prosegue con un’altra formazione euroamericana, come è il caso della collaborazione di Josh Berman (cornetta) e Jason Roebke (contrabbasso) che dal sempre fervido ambiente di Chicago giungono al Torresino il 7 aprile unendosi al percussionista inglese Paul Lytton, un altro dei fondatori della free scene europea negli anni 70.

Cortex sono Thomas Johansson, Kristoffer Berre Alberts, Ola Høyer, Gard Nilssen, un quartetto tutto norvegese la cui formazione richiama da vicino quella dello storico quartetto di Ornette Coleman a cavallo tra gli anni 50 e 60, rispetto al quale la loro musica vuole essere un omaggio e un’attualizzazione. Saranno al Torresino il 19 aprile.

Il secondo doppio concerto, il 28 aprile, si apre con la pianista svizzera Sylvie Courvoisier, da tempo residente a NYC, dove è basato il suo trio formato da Drew Gress e Kenny Wollesen. Segue un’altra recente formazione transatlantica, la rivelazione The Sync formata dalla pianista e compositrice alsaziana Eve Risser con la flautista-cantante Sylvaine Hélary insieme al violoncello di Fred Lonberg-Holm e alle percussioni di Mike Reed, questi ultimi già transitati da Padova negli anni scorsi insieme ai loro propri gruppi.

Si ritorna alla Sala dei Giganti il 4 maggio con Sinergia Elettronica, uno straordinario supergruppo nato dall’incontro di Jooklo Duo (Virginia Genta e David Vanzan) con la componente elettronica dell’ensemble Metabolismus (Werner Nötzel, Moritz Finkbeiner, Thilo Kuhn, Thomas Schätzl). Nella musica del gruppo convergono esperienze diverse, che spaziano dal free jazz alla psichedelia, dall’improvvisazione radicale alla sperimentazione elettroacustica. Cuore del gruppo è un sintetizzatore analogico progettato da Kuhn che a partire da impulsi luminosi mette in moto una serie di nastri magnetici che creano loop sempre nuovi, in continua trasformazione. Il concerto di Sinergia Elettronica sarà aperto da un set del percussionista Chris Corsano. Proveniente dal New England, Corsano ha collaborato con musicisti provenienti dagli ambiti più disparati: Joe McPhee, Thurston Moore, Björk, Nels Cline, Akira Sakata, Paul Flaherty, Sir Richard Bishop e mille altri. La batteria rimane protagonista, ma si espande in un sapiente e misurato uso di oggetti “estranei”: corde di violino, archetti, strumenti a fiato modificati, legni e metalli.

Si chiude il 19 maggio, al Torresino, la prima parte di Centrodarte18 con uno degli artisti più amati dal pubblico padovano, Rob Mazurek, che il Centro d’Arte segue da tempo nelle sue peregrinazioni musicali per il globo. Da Chicago, passando per São Paulo, Mazurek e il suo abituale partner Chad Taylor approda a Londra con il quartetto Chicago London Underground, arruolando questa volta il contrabbassista John Edwards e, nuovamente, il pianoforte di Alexander Hawkins. Il prodotto di questa alchimia si fonda programmaticamente su un’ipotesi di provvisorietà, su un magma “non finito” e contempla la sua esistenza come fotografia dell’attimo più che come progetto stabile.

Una consistente addizione al programma di Centrodarte18 è infine rappresentato, quest’anno, da una nuova iniziativa in collaborazione con il SaMPL del Conservatorio, una rassegna di aperitivi acusmatici nei quali il pubblico potrà ascoltare, nello straordinario sistema surround dell’auditorium Pollini, una scelta di lavori tra musica, arte acustica, sound art, radiofonia e fonografia. Raggruppati per affinità tematiche, i diversi lavori presentati sono accomunati dalla diffusione multidirezionale e dalla proposta di un ascolto immersivo. Il ciclo, vera rassegna parallela e complementare ai concerti, prevede sei appuntamenti a partire dalla fine di aprile fino alla fine dell’anno.

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Sala dei Giganti al Liviano,     piazza Capitaniato, Padova
Biglietti interi 12 euro, ridotti (riduzioni di legge e studenti) 5 euro, 1 euro studenti dell'UniPd. Tutte le informazioni sul sito

www.centrodarte.it


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