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  04/04/2017            21:00
Kris Davis

Kris Davis


Il Centro d’Arte propone per il nuovo anno una rassegna che illustra i molteplici linguaggi della contemporaneità, e porta sul palco la pianista canadese Kris Davis.


La personalità di Kris Davis (nata a Vancouver nel 1980) è emersa a poco a poco nell’ultimo decennio, sia in qualità di leader di svariate formazioni che nelle collaborazioni (Jon Irabagon, Jeff Davis, Ingrid Laubrock Anti House). Di formazione classica, Kris Davis si è dedicata al jazz inzialmente come appassionata di Herbie Hancock e Keith Jarrett, in seguito più interessata agli incroci con la musica contemporanea e l’improvvisazione intuitiva. Nella dimensione in piano-solo, Kris Davis è influenzata da compositori come Morton Feldman e Gyorgy Ligeti.
Il suo pianismo copre l’intera gamma di intersezioni possibili tra la ritmica del jazz e l’esplorazione timbrica della musica contemporanea, come dimostrano gli album Aeriol Piano (memorabile la sua rivisitazione di “All The Things You Are”) e Massive Threads, in cui emergono inoltre legami con la scuola minimalista e la musica delle orchestre gamelan.
Su un altro versante, è notevole arrangiatrice per larghi organici. Importante ad esempio il suo lavoro in Novela di Tony Malaby, album in cui Davis riarrangia parte del repertorio del sassofonista americano. Oppure la scrittura nel recente Save Your Breath del suo gruppo Infrasound, che allinea una sezione di quattro clarinetti, organo, piano, chitarra e batteria.
Kris Davis co-dirige anche il trio Paradoxical Frog, con Ingrid Laubrock e Tyshawn Sorey; ed il quartetto Lark, ancora con Laubrock, Ralph Alessi e Tom Rainey. È componente stabile del trio del bassista Eric Revis (a Padova per il Centro d’Arte nel marzo ’16) e incide nei gruppi di Rainey, Matt Bauder, Devin Grey, Nick Fraser. Nel 2016 Kris Davis ha realizzato un importante album di duetti (Duopoly) con, tra gli altri, Bill Frisell, Tim Berne, Craig Taborn, Marcus Gilmore. Ha suonato di recente al Newport Jazz Festival; inoltre è tra gli interpreti delle “Bagatelles” di John Zorn.
È indicata tra i migliori artisti della scena odierna dal New York Times, Downbeat, Jazztimes.
(Stefano Merighi)

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