Birthh + Nero Deep
27 Ottobre 2016BORN IN THE WOODS
Birthh è l’oscuro alter-ego di Alice Bisi, “la coscienza di una
diciannovenne che spende la maggior parte del proprio tempo a
pensare a eventi apocalittici”. Un personaggio che, per prendere in
prestito il titolo di una delle canzoni del disco, si definisce “Queen
Of Failureland”, una giovane regina che non trova pace: “I thought
love was enough / But truth is love is dead”. Born In The Woods
non è solo la voce di questo personaggio, è il suo stesso corpo: con i suoi colpi di cassa a mimare un inquieto battito cardiaco, i respiri affannosi tra i versi, le sue chitarre nauseanti, i suoi cori caldi, quasi tangibili, intrecciati a tappeti sintetici che avvolgono ed entrano nelle vene. Anche le parole di queste canzoni sono colme di riferimenti alla fisicità, alla carne stessa attraverso cui Birthh si
racconta: “I’ll be poison in your blood / And I’ll be darkness in your
eyes / And I’ll be propane in your lungs” proclama Wraith, mentre
Chlorine descrive un avvelenamento da amore: “You’re chlorine in
my veins / The blood flooding to my brain”. L’esito in ogni caso è
fatale: “Kill my senses now, I don’t mind / if you want death, darling, death you’ll find” (Senses).
Il suono di questo tormento mostra una grande attenzione per i particolari e un gusto per le atmosfere downtempo e ambient. «Ho preferito che i suoni del Wurlitzer e di gran parte delle chitarre avessero un certo timbro lo-fi, a fare da contrasto ai suoni precisi e netti dei beat e degli arpeggiatori. Anche l’organo e l’armonium sono stati inseriti con lo stesso scopo. Mancano quasi del tutto gli elementi della batteria acustica. Abbiamo lavorato molto per aggiungere suoni percussivi presi dalla quotidianità (snap, battiti di
mani, acqua, porte che sbattono…) e integrarli dentro ritmi frammentati, a volte disorientanti. In gran parte dei brani non abbiamo usato nemmeno il basso: mi piaceva l’idea di poter fare un disco di musica elettronica senza l’ausilio di questo elemento centrale: per ottenere quella profondità abbiamo optato per delle casse con una frequenza bassissima».
Born In The Woods unisce la sensibilità di una scrittura cantautorale, dalle evidenti radici folk, alle ricercatezze degli arrangiamenti elettronici. Il vero elemento distintivo del disco restano le armonie vocali (artificiali e non), che portano le canzoni a climax dai toni quasi gospel, e fanno parlare l’intensa voce di
Birthh direttamente al cuore.
Line-up:
Alice Bisi – Vocals, Guitar, Keys, Electronics
Lorenzo Borgatti – Electronics, Guitar, Backing Vocals
Massimo Borghi – Drums
Nero Deep
I Nero Deep sono una band sullo stile trip hop, originaria di Udine. Il loro sound è ispirato ai “Massive Attack” con elementi post-rock, che ricordano “This will destroy you” con una solida base elettronica e suoni registrati dall’ambiente circostante. I temi principali del loro album sono rappresentati da tutto ciò che riguarda le interazioni tra i sogni e la realtà, follia lucida e disordini emozionali.
Membri
Giulia Bettinelli : Voice
Christian Pevere : Electronics
Marco Badini : Guitar / Engineering
Giacomo Santini : Bass Guitar / Electronics