Serata all’Opera ad Abano Terme
21 Giugno 2012
Una gran bella tradizione ha coinvolto quest’anno la città del benessere, Abano Terme: ogni martedì del mese di giugno ha visto esibirsi nella sala Kursaal in via Pietro d’Abano (un posticino piccolo piccolo, all’interno del parco omonimo davanti al maestoso Hotel Trieste Victoria) l’Orchestra Venezia Concerto che da anni raccoglie musicisti di formazione eccellente per riproporre la musica in una versione fresca e spumeggiante, mai vecchia. Martedì 19 giugno la serata non è stata da meno, i cinque componenti dell’orchestra hanno dato il massimo nonostante la calura, al pianoforte la direttrice musicale Francesca Venzo si muoveva con una maestria innata, dando la nota agli altri musicisti, bravissimi. Per citare, il flauto traverso di Matteo Mignolli quando ha eseguito l’entr’acte della Carmen ha saputo stupire la sala intera. E così pure l’esibizione di Enrico Maria Bassan al clarinetto con il Tema in do maggiore di Rossini o Riccardo Paltanin con la Meditation di Massenet. Massimo Della Torre al violoncello era inconfondibile. Ma la vera sorpresa sono stati il soprano e il tenore, Silvia Celadin e Rodrigo Trosino. Di bella presenza, elegantissimi, con una voce stupenda, hanno cantato con una sicurezza e un sorriso sulle labbra che lasciava una piacevole sensazione nei presenti, in gran parte anziani e turisti. Ma dove sono i giovani? Perché si perdono la Bellezza? Ecco che venivano riproposte una dopo l’altra le arie più famose, se chiudevo gli occhi sembrava di essere all’Arena di Verona, la qualità era identica. Mi sono calata prima nella storia di Violetta e Alfredo della Traviata (le signore in sala avrebbero volentieri cantato Amami Alfredo al tenore visto che dispensava loro sorrisi a trentadue denti), poi il Duca di Mantova del Rigoletto irrompe con la sua riflessione sull’incostanza femminile (La donna è mobile) o nei panni di Calaf festeggia l’imminente vittoria all’alba che gli permetterà di conquistare la bella Turandot (Nessun dorma) o ancora la fragile Liù che commuove con Tu che di gel sei cinta. Il gran finale del brindisi ha messo nei presenti una grande allegria, libiamo, libiam tutti erano coinvolti, scandivano il tempo e apprezzavano la musica coinvolgente. Nel cuore mi è rimasta Non ti scordar di me, il duetto di De Curtis: romantica all’infinito, venivano i brividi ad ascoltarla. Complimenti all’orchestra e ai cantanti che hanno saputo far vivere un’esperienza così intensa, non è vero che la lirica sia fuori moda o retrò, è ancora vivissima e sa dare tanto. L’ultimo concerto della rassegna sarà martedì 26 sempre nella Sala Kursaal, vi invito caldamente a non mancare, non ve ne pentirete!