L’ Orchestra di Padova e del Veneto a Este

14 Agosto 2012 By

Martedì 28 agosto il Chiostro dell’ex collegio Vescovile di Este si è animato di sonorità sconosciute, le scale e i corridoi dell’edificio, che ancora oggi viene usato come scuola secondaria, hanno assorbito nel loro essere materiale musiche che hanno un che di magico, di sublime. Un palco illuminato, il dispendio di un numero mai visto di archi diretto dalla mano di un solo uomo, Giorgio Mezzanotte e la presenza di un’ospite d’eccezione, la bella Tatjana Vassiljeva, vestita di un lungo abito dai toni chiari, ammiccante alla Luna che faceva capolino sulla serata ventilata e fresca: questi sono stati gli ingredienti per ingenerare nei presenti un ricordo vivido di serenità. La scelta delle musiche è stata abbastanza inusuale, non ha coinvolto brani dal sapore già vissuto, per dire quelli che tutti conoscono, ma che hanno un retrogusto particolare, per citarne uno, il Concerto in do maggiore per violoncello e orchestra di Haydn, che concentra nelle sue melodie l’aggressività degli archi e un virtuosismo senza pari, di difficile esecuzione. Composto di tre parti (Moderato, Adagio e Finale, Allegro molto), è stato il momento musicale che di sicuro è rimasto maggiormente impresso, non da poco complice la forte personalità della Vassiljeva, dotata di una tecnica irreprensibile e di una capacità di coinvolgimento unica. Non si può osservarla senza pensare alla passione che fa vibrare le corde del suo violoncello e anima il concerto di una nota indistinta e inconfondibile. E’ l’Haydn della Vassiljeva, non è di nessun altro.
Giorgio Mezzanotte ha saputo orchestrare la compagine con grande professionalità, il suo curriculum prestigioso gli permette di girovagare con successo per tutta l’Italia, lasciando un tocco della sua maestria anche a Este. Nota è la sua personale ricerca sul rapporto esistente tra la musica e la psicologia del profondo, è un esperto molto stimato anche nell’ambiente accademico.
Il Sindaco di Este si è prodigato nel far capire ai presenti l’occasione unica che si stavano apprestando a vivere: penso che nessuno ne sia rimasto deluso perchè l’Adagio e Fuga in do minore per archi e la Sinfonia n° 29 di Mozart, posti ad apertura e chiusura del concerto, hanno creato Bellezza nell’aria, con una sensazione piacevole di eco all’interno di ognuno di noi.
Chi non c’era non può immaginare cosa si sia perso. In ogni caso ne approfitto per ricordare le esibizioni autunnali e invernali dell’Orchestra di Padova e del Veneto al conservatorio Pollini, un modo per farsi una cultura musicale con interpreti di qualità.