Hobby Horse

9 Novembre 2012 By

La programmazione Novembre-Dicembre della rassegna Autunno in Jazz vede una serie di appuntamenti veramente imperdibili con ospiti internazionali e grandi nomi della scena jazz italiana. Dopo il concerto di Michael Rosen del mese scorso, si ricomincia con un altro protagonista del tributo-rivisitazione di alcuni celebri brano del re del pop Michael Jackson, “Rava on the Dance Floor”, ideato dal maestro Enrico Rava. Ad esibirsi sul palco del Cockney London Pub sarà il clarinettista e sassofonista americano (ma ormai italiano d’adozione) Dan Kinzelman insieme al suo progetto Hobby Horse, insieme a Joe Rehmer al contrabbasso e Stefano Tamborrino alla batteria, una rielaborazione delle esperienze dei tre componenti fra i più quotati della generazione emergente in Italia. Il timbro strumentale di Kinzelman lascerà certamente tutti a bocca aperta: un suono fibroso e acuminato, nonché la capacità di sostenere melodie in registri dove l’intonazione dello strumento si fa precaria rivelano una personalità timbrica davvero unica.
Hobby Horse è un trio sperimentale collettivo, attivo ormai da 4 anni con oltre un’ottantina di concerti alle spalle. I loro concerti sorprendono per la varietà di soluzioni musicali sviluppati nelle improvvisazioni, a volte su strutture più tradizionali, a volte in lunghi percorsi improvvisati. Soluzioni inaspettate, insieme a una grande sensibilità verso l’improvvisazione e la contaminazione fra generi musicali, fanno nascere una musica sorprendente, dinamica ed energica che varca i confini di genere con influenze free jazz, ambient, rock e sprazzi dalla musica elettronica.. Tramite l’utilizzo di forme insolite, della voce e di altri strumenti, Hobby Horse fugge dagli schemi del sax trio, trovando nuovi spazi da esplorare e avvicinandosi al rock, all’elettronica e alla musica improvvisata, senza tralasciare le proprie radici jazzistiche. Durante gli ultimi concerti, hanno esplorato i limiti timbrici del trio utilizzando strumenti inusuali (flauti di latta ed a coulisse, glockenspiel, melodica, sintetizzatori ed altri) e sperimentando l’uso della voce, così ottenendo una ricchezza sonora quasi orchestrale e un impatto sorprendente per una formazione così piccola. Il repertorio proposto è molto vario con pezzi originali composti per la formazione accanto a brani di Tom Waits, Robert Wyatt e Thelonius Monk.