Gran Concerto a Monteortone
6 Settembre 2012
Miserere mei: con l’inno al Vero Corpo di Gesù scritto da Mozart si apre la serata patrocinata dal Comune di Abano Terme in occasione del restauro del famoso santuario mariano: uno stimolo alla riscoperta della bellezza architettonica della chiesa costruita nel 1435 in seguito alla straordinaria apparizione della Madonna della Salute.
Il Maestro Giacomo Aduso guarda in avanti, in direzione dell’abside affrescato con maestria da Iacopo da Montagnana: la sua è una musica dello spirito, il suono dell’organo cancella ogni forma di preoccupazione terrena, libera la mente. La voce del soprano Monica Voltan accompagna questa ricerca di valore con il suggello di una voce celestiale: l’azzurro del vestito da sera, la sala dai toni chiari, la navata centrale che esprime in tutta la sua lunghezza un’impressione di maestosità, il tutto concorre a creare nei presenti, in gran parte turisti stranieri, l’impressione di essere trasportati in un paradiso dei sensi. Questa è l’Italia che vuole essere ricordata: ammicca al patriottismo nazionale il ‘Nessun dorma’ del tenore Elia Varotto, con una capacità di commozione sempre nuova. Ad alternare i vittoriosi propositi di Calaf, le dolci note dell’arpa suonata dal Maestro Manuela Gruppo sanno ricondurre i presenti a una dimensione meno tragica, segnata da sonatine leggere e brillanti come ’Al bordo del ruscello’ di Tournier, la seconda composizione di Nadermann e ’Passacaglia’ di Haendel.
Organo, arpa e voce concorrono a creare un’immagine santa di Maria: tre le versioni dell’Ave Maria, la prima dalla Thais di Massenet, la seconda dall’Otello di Verdi, la terza di Schubert, ognuna con le sue dolcezze e le sue voluttà. Di nuovo Verdi prorompe con ’La Vergine degli Angeli’: il soprano Monica Voltan è di una bravura notevole, sa destreggiarsi in una gamma di tonalità sempre più melodiose. Senza la sua voce la chiesa perde parte della sua luminosità, ma l’animo irruento del tenore colma i vuoti con ’Oh mio Signor’ di Haendel, il ’Panis Angelicus’ di Franck e il meraviglioso ’Agnus Dei’ di Bizet.
Il pubblico conferma le sue impressioni di beatitudine con ’Oh Paradiso’ di Dell’Africana: non c’è differenza per un momento solo tra la sospensione celeste e le panche della chiesa.
Il tempo è volato senza che nessuno si accorgesse: i miei complimenti al Maestro di organo per la sua esecuzione della Toccata e fuga in re minore di Bach, una vera e propria rivalutazione di uno strumento meno apprezzato al giorno d’oggi qual è l’organo. Applausi per un concerto che ha avuto dalla sua la Bellezza e l’Arte: aiutiamo a preservare le meraviglie del nostro territorio, il nostro “paradiso”.