Meeting europeo sulla neurobiologia del moscerino della frutta
4 Settembre 2012Patrocinato dalla Università di Padova, dal Comune di Padova e dalla Provincia di Padova ed organizzato dal Dipartimento di Biologia, dal Dipartimento di Scienze Biomediche e dallo stesso Centro Congressi, il XIV Meeting Europeo di Neurobiologia del moscerino della frutta. A questo Congresso parteciperanno circa 400 studiosi provenienti da tutto il mondo, dalla Cina agli Stati Uniti.Perchè così tanti laboratori studiano il sistema nervoso di un così piccolo insetto?
Il moscerino della frutta (Drosophila melanogaster) riveste un ruolo di primo piano nella storia attuale e passata della genetica. E’ stato infatti utilizzando il moscerino della frutta che Thomas H. Morgan, agli inizi del secolo scorso, approfondì le osservazioni dell’Abate Mendel, dimostrando che i geni sono localizzati sui cromosomi e che sono le unità di base dell’eredità. I suoi studi presero origine dall’analisi dei fenotipi generati dalle mutazioni (naturali o artificialmente indotte) dei geni stessi. Mutazioni, che oggi, grazie alle moderne tecniche di analisi del DNA, sono state collegate a numerose malattie umane.Forse pochi sanno che il moscerino della frutta è stato utilizzato, agli inizi degli anni 70, come modello animale per dimostrare che il comportamento animale è geneticamente influenzabile. Nel suo laboratorio del Caltech di Pasadena, Seymour Benzer, osservò che era possibile modificare attraverso una mutazione genetica il comportamento fisiologico circadiano di attività (diurna) e riposo (notturno).Gli studi di Benzer aprirono una nuova branca delle neuroscienze (la neurogenetica) oltre ad ampliare lo spettro di utilizzo del moscerino della frutta come modello nel campo delle neuroscienze oltre il campo della genetica.Il sequenziamento completo del genoma umano e di quello del moscerino della frutta ha recentemente evidenziato che circa il 60-70% dei geni di quest’ultimo sono omologhi di quelli umani. Come importante corollario, circa il 60% dei geni la cui mutazione è responsabile di malattie umane, sono presenti nel genoma del moscerino della frutta.Negli ultimi anni, pertanto, un numero sempre maggiore di studiosi ha iniziato ad utilizzare il moscerino della frutta per studiare lo sviluppo ed il funzionamento del sistema nervoso, per analizzare la relazione tra geni e comportamento e per iniziare ad indagare, su di un modello relativamente semplice e manipolabile geneticamente, i meccanismi genetici, molecolari e cellulari alla base di numerose malattie nervose, come l’Alzheimer, il morbo di Parkinson o la Schizofrenia.Tutti questi molteplici argomenti scientifici verranno toccati nel corso differenti sessioni del Convegno, che tratteranno vari temi: dallo sviluppo del sistema nervoso, al funzionamento dei circuiti nervosi, al comportamento ed infine alle malattie ereditarie di tipo nervoso.La qualità degli studiosi che converranno è estremamente alta, potendo annoverare tra i migliori neuroscienziati mondiali provenienti dalle più importanti Università ed Istituti di Ricerca europei ed extraeuropei. Un riconoscimento in più per la qualità della ricerca della nostra antica Università ed anche un modo per rendere omaggio a questo piccolo insetto, a noi tanto familiare, che da più di un secolo risulta essere anche tanto utile nel campo della ricerca biomedica.