Thomas Prearo a Este

9 Giugno 2013 By Elena Bottin

Thomas Prearo, giovane pittore di Battaglia Terme, è passato come un uragano su Este: con la forza dei suoi «filamenti pittorici» ha avvolto nelle spire dell’Arte la sala Delmo Veronese, vicino ai Giardini. All’entrata troneggiava un quadro azzurro che ricorda al pittore «gli zampilli scroscianti di Gardaland»: Thomas, diversamente abile, ha compiuto un percorso artistico a dir poco sbalorditivo, con un felice approdo a due mostre d’arte collettive a livello nazionale presso la Galleria San Vidal di Venezia e alla Galleria Lazzaro by Corsi di Milano. «Luce e colore – afferma Thomas – solo le macchie fosforescenti sono luminose, tutto il resto è colore». In questo astrattismo in cui campeggiano figure sovrapposte, nasce il desiderio di trovare nuove vie espressive utilizzando diversi supporti. Affiancato dalla Prof.ssa Cristina Boaretto, ritrovata dopo anni, il giovane Thomas è stato introdotto alla specializzazione in ‘Pittura e decorazione’ presso l’Istituto d’arte Piero Selvatico: la rinascita, dopo quattro anni di inattività, è stata salutata dalla mostra “Riparte l’avventura”, aperta al pubblico dal 1 al 9 giugno, con grande affluenza. La dottoressa Eleonora Florio, assessore alla Cultura di Este, venuta a conoscenza del talento, si è premunita di offrirgli una sala del Comune per una personale: Thomas, dopo aver conosciuto l’artista estense Cristina Masiero, è in grado di sperimentare una nuova tecnica, di tipo materico, che permette di ampliare la sua visione. Questa «irruenza giovanile» si manifesta con baldanza nella vita in tutti i suoi colori e le forme, dando origine a una filastrocca pittorica che ammicca alle rime della felicità. Le emozioni, allargate a macchia d’olio sulla tela, come gocce fatte cadere dall’alto da altezze diverse, si spandono, scivolano dal bordo del quadro per attecchire nell’animo dei presenti: curiosità per quel personaggio interessante che è Thomas, intriso di sensibilità. E’ l’anarchia della forma, un canto della libertà tra balzelli coloristici che enumerano vitalità strabordanti, su qualsiasi sostegno. Si parla di un «estro fantastico» che diviene un «puro chiarore spirituale»: è la vittoria della semplicità, della vita nella sua esuberanza senza quelle sovrastrutture tipiche della fretta, dell’incapacità di fermarsi a cogliere l’attimo.

Camilla Bottin