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Mostra aperta dal 4 marzo al 18 marzo. Inaugurazione mostra 7 marzo ore 18.00   
Sguardi d’oriente

Sguardi d’oriente


Mostra fotografica tutta al femminile, "Sguardi d'oriente"


La Dott.ssa Giada Grassetto restauratrice e storica dell’arte presenterà la nuova mostra fotografica tutta al femminile “Sguardi d’Oriente” che si terrà al Palazzo Zacco Armeni, Circolo Unificato dell’Esercito, a Padova , dal 4 al 18 marzo 2019.

Inaugurazione mostra il 7 marzo 2019 alle ore 18.00.

Attraverso gli scatti delle due fotografe padovane la femminilità viene indissolubilmente legata alla sensualità, all’eleganza, alla dolcezza, ai
sogni ed alla tradizione. Scatti rubati alla quotidianità sia di luoghi conosciuti che a culture ammirate da tutto il mondo, come quella del sol
levante, ci fanno osservare l’universo femminile attraverso emozioni e pensieri delle due fotografe, entrando in un mondo legato all'immortale
cultura nipponica o, per contro, all’elegante ricchezza non solo della moda, bensì della donna stessa.
La metafora del sogno e del lusso vengono unite nelle fotografie di Ornella Francou, in “Upperclass” un complicato gioco di riflessi e trasparenze
sembra dare vita ai manichini delle boutique, portando l’eleganza nelle vie della città, coinvolgendo tutto ciò che ci circonda. Un incastro perfetto di luci ed ombre, di nitidezze e dissolvenze, ci mettono in bilico tra reale ed irreale, legandoci a quel mondo trasognato che caratterizza l’essenza stessa della donna, dotata non solo di forza, indipendenza ed emancipazione.
In Upperclass sensualità e modernità vengono affiancate al lusso dell’alta moda, pizzi, sete, veli e tailler, sembrano essere indossati da vere modelle che invadono le strade, esaltando la raffinatezza del gentil sesso, ricordando una delle pittrici più famose della metà del Novecento: Tamara de Lempicka. L’artista russa infatti ritraeva la femminilità sotto ogni suo singolo aspetto, enfatizzandone bellezza e sensualità, facendo in modo che tutte le donne potessero rivedersi nelle pose, nell’eleganza e nello stile delle protagoniste dei quadri. Figure che per molti potevano sembrare fredde ed inespressive, racchiudevano in realtà emozioni che solo una donna può essere in grado di far emergere. Lo stesso effetto si ha
osservando i manichini della Francou, in apparenza possono sembrare stoici e privi di potenza emozionale, in realtà i tagli fotografici, i colori e le atmosfere che li circondano, rendono vive le “modelle”, capaci di urlare a tutte le donne di non abbandonare mai il desiderio di sognare e quell’istinto di essere sempre e comunque simbolo di eleganza e perché no?! Anche di ricchezza.
La cultura orientale diviene invece protagonista nei ritratti di Cristina Sirinelli, i sorrisi rubati a spose di passaggio o lungo il cammino verso il tempio, riescono a rendere i suoi “Sguardi orientali” attimi in cui la femminilità si lega alla tradizione, là dove occidente e oriente si dividono completamente, lasciando lo spazio ad una cultura che ha fatto dell’eleganza un vero e proprio stile di vita. Grazie ai ritratti dai toni tenui, antichizzati e morbidi, la Sirinelli riesce a farci capire come modernità,frenesia ed ipertecnologia, vivano ancora insieme al legame con la cultura antica. Osservando la delicatezza delle donne ritratte -portando alla mente gli scatti di Felice Beato il quale, durante la sua permanenza in Giappone, ritrasse usi e costumi del popolo asiatico, divenendo portatore della cultura nipponica in occidente, unendo alla necessità documentarista l’espressione artistica, ritoccando con la pittura le sue foto per arricchirne ed esaltarne alcuni particolari- per un attimo sembra di poter tornare nel passato, al tempo delle geishe, non solo grandi maestre della seduzione ma, soprattutto, cultrici dell’eleganza e della finezza femminile. Siamo dunque in grado di capire come la cultura del sol levante sia ancora in grado di riecheggiare in un mondo assai lontano dai concetti di leggiadria e fascino, avvolti da un velo di mistero celato dietro ad un tenue sorriso di donne che per poche ore abbandonano la modernità per abbracciare la forza della loro cultura e l’eleganza delle loro tradizioni.
“Universo femminile” non vuole in alcun modo essere manifesto di denuncia contro temi di grande attualità e importanza, come il misoginismo ed il
femminicidio ma, semplicemente, la volontà di due fotografe di esprimere le proprie emozioni nell'essere donne, appartenenti ad un mondo sognatore e delicato, legate alla volontà di poter mettere da parte, solo per un attimo, idee e concetti purtroppo tristi e preoccupanti, facendo osservare l’universo femminile con un semplice e dolce sorriso.

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Palazzo Zacco Armeni,     Prato della Valle, 82, Padova
           clicca qui per visualizzare la mappa



giadagrassetto@gmail.com


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