Lino Dinetto – Bellezza e Arte
14 Ottobre 2013Il Maestro torna ad Este per omaggiarla con una personale di più di cento opere dislocate in tre location d’eccezione: Lino Dinetto, anno 1927, porta la sua Bellezza e la sua Arte tra i compaesani, sicuro di restituire alla città un inedito diario intimo in cui figurino luoghi noti e ignoti, trasfigurati dalla memoria e dal piacere della reviviscenza. Scorci del Ponte di San Francesco o di Piazza Maggiore balzano all’occhio in una quarantina di opere, ma nascondono anche suggestioni del passato: l’intera mostra, aperta al pubblico da sabato 18 ottobre a domenica 17 novembre dalle 15.30 alle 19 (nei giorni festivi anche alla mattina, dalle 09.30 alle 12.30), si snoda tra la Sala delle Colonne del Museo Nazionale Atestino, la Pescheria Vecchia e la sede del centro di cultura ‘La Medusa’ presso il chiostro dell’ex collegio Vescovile. E’ una vera e propria ‘enciclopedia’ di vita quella raccolta nei ‘Paesaggi, nature morte e figure’, una prospettiva a grandezza monumentale dell’umana avventura. Definito dagli organizzatori «patrimonio artistico dell’intera città», con la sua presenza a Este Lino Dinetto «travalica l’arte e sconfina nell’affetto sottratto all’oblio che sempre più coinvolge fatti, persone, accadimenti anche recenti» per restutuire l’immagine di una «città trasfigurata e sospesa in un confronto singolare tra sogno e bellezza». Ricordando l’indimenticabile presidente Turi Fedele, da poco scomparso, i rappresentanti del centro di cultura ‘La Medusa’, responsabili della mostra con il supporto dell’amministrazione comunale di Este, si dicono fieri di contribuire a questo omaggio, perseguendo un chiaro obiettivo di «promozione culturale»: la coincidenza con la missione del Maestro, «il recupero della bellezza» non è casuale, per il pittore «battezzato davanti la pala del Tiepolo» Este è la città più bella del mondo. E dire che di città ne ha viste tante, tra Venezia, Milano e Montevideo, ricettacoli della sua sapienza coloristica, con incursioni nel territorio della metafisica e dell’informale: Este diventa, secondo Beatrice Andreose, «un racconto ma anche un silenzio, sospeso sul filo della memoria». Non mancheranno occasioni di incontro con l’autore sabato 26 ottobre e domenica 17 novembre alle 16 nella Sala delle Colonne del Museo di Este.
Camilla Bottin