Job Moves, sguardi e parole d’insieme
11 Ottobre 2016Il progetto nasce dal collettivo artistico chiamato WAY , grazie ad un progetto finanziato dal Fondo Sociale Europeo, con la collaborazione e il sostegno di Cescot Veneto Ente di formazione di Confesercenti, Ente Bilaterale Veneto, Cinema Rex, Fice ed Europa Cinemas.
L’inaugurazione dell’esposizione si terrà venerdì 14 ottobre ore 18.30 con ingresso gratuito.
Alle 19.00 la prima performance di Ivan Moudov che inviterà il pubblico a disegnare su una tela immaginaria. Tutti i disegni e i dipinti saranno giudicati da una giuria professionale ed il vincitore riceverà un premio di 500€.
A seguire alle 21.30, la proiezione del film “Smetto quando voglio”.
Sabato 15 ottobre sarà invece la 12° Giornata AMACI – Giornata del contemporaneo
10.30 Colazione sull’erba (ingresso libero)
11.30 Proiezione su grande schermo del video “The Column” di Adrian Paci (ingresso libero)
dalle 11.30 alle 17.00 Visite guidate alla mostra (ingresso libero)
alle 19.00 proiezione del film “Smetto quando voglio” (ingresso a pagamento)
Matteo Attruia | Stefano Calligaro | Pablo Helguera | Ivan Moudov Giovanna Olmos | Adrian Paci | Matteo Sclafani | Serena Vestrucci
Contest Job Moves, organizzata da WAY, in collaborazione con il Cescot Veneto e l’Ente Bilaterale Veneto è un’esposizione che vuole parlare del mondo del lavoro odierno. Essere lavoratore oggi significa essere sospesi nel dubbio, in una realtà in divenire, e nel caso di decisioni combattute sulle proprie scelte lavorative, in un bilancio continuo tra quello che si lascia e quello che si trova. In questʼottica, significa quindi compiere viaggi in una perpetua oscillazione di luoghi e pensieri, alla ricerca del proprio essere e del proprio ruolo nella società. Il senso di incertezza è, per definizione, ciò che non offre la possibilità di una soluzione unica e definitiva e il viaggio, essendo lo spostamento che si compie da un luogo di partenza ad un altro, distante dal primo, offre al lavoratore, specie se precario, lʼoccasione di riflettere sulla sua condizione, generando talvolta la sensazione di essere “viaggiatore nel dubbio”. La collettiva Job Moves si propone come luogo di riflessione, scambio e sperimentazione artistica sul tema del lavoro nel tempo presente, un tempo in cui si è chiamati a essere dinamici, a mettersi in gioco e ad esplorare i propri limiti, trasformandoli in opportunità di crescita e rinnovamento personale. Nelle intenzioni degli organizzatori e dei curatori dell’evento, Job moves è intesa come una esperienza collettiva che riflette i molteplici punti di vista di otto artisti contemporanei, impegnati nella grande sfida di trattare il tema lavorativo, con lavori e progetti inediti. Sede del progetto è il cinema Rex, un luogo di ritrovo e di svago che offre la possibilità di evadere dalla quotidianità suscitando emozioni e ilarità, ma che nello stesso tempo, considerando la sua funzione divulgativa, informa, provoca reazioni e condiziona pensieri.
Gli artisti:
Matteo Attruia Nato nel 1973 a Sacile (PN), vive e lavora in Italia e allʼestero. È un artista che re-inventa formule familiari appartenenti al mondo contemporaneo, su cui interviene per creare qualcosa di scrupolosamente irriverente. Acute e pungenti sono le sue insegne luminose che manifestano la necessità di riappropriarsi di oggetti dimenticati e spazi scarsamente attivi della città per definirli e reinterpretarli in modo critico, libero e aperto.
Stefano Calligaro Nato a Cividale del Friuli nel 1976, ha lavorato in Italia e a Rotterdam. Ora vive e lavora in Romania, luogo che lui definisce perfetto per pensare e lavorare. Il suo interesse ricade nellʼutilizzo esteso di diversi media dalla pittura al linguaggio (nelle sue contraddizioni) fino alla realizzazione di oggetti curiosi, parte di un mondo eclettico e contraddittorio. Ha realizzato personali con Frutta Gallery a Roma e collabora attivamente con la galleria Sabot di Cluj. Per il Cinema Rex ha inventato un nuovo nome $EX, ed un nuovo ermetico significato.
Pablo Helguera Nato a Città del Mexico nel 1971, è un artista che opera con un approccio multidisciplinare e spazia tra lavori di installazione, fotografie, sculture e disegni. Collabora come artista e come professionista alla ricerca su una varietà di argomenti che vanno dalla storia, alla pedagogia, alla sociolinguistica, all’etnografia, alla memoria e all’assurdo. In questi ambiti interviene con modalità variegate quali: conferenze, strategie di visualizzazione museali, itinerari musicali e di finzione scritta. Gli ARTOONS rappresentano una serie di vignette in divenire, nata nel 2008, che presenta diversi spunti di riflessione, ironici e critici sul sistema dellʼarte e delle professioni nellʼarte.
Ivan Moudov Nato a Sofia nel 1975, è uno dei più interessanti artisti bulgari. Ha completato la sua formazione presso l’Accademia Nazionale delle Arti nel 2002, diventando uno degli artisti più importanti della sua generazione, per la sua costante abilità di introdurre nuove idee e provocazioni. Lavora con installazioni, video e fotografia, ed è interessato a realizzare interventi che possano coinvolgere e invadere strutture sociali/culturali e media potenti e come la televisione, la pubblicità, i media. Con AIR DRAWING CONTEST, già proposto al Mumok di Vienna, lʼartista coinvolgerà artisti studenti e spettatori a disegnare lʼaria, con strumenti e tele immaginari, sul palco del Cinema Rex.
Giovanna Olmos Nata in Svezia nel 1993. Ha frequentato la Gallatin School of Individualized Study, di New York, dove vive e lavora. Ha esposto a Manifesta 11 nel 2016, a Zurigo. Opera nellʼambito del digital poitrait intervenendo direttamente con il suo mobile su selfie realizzati allo specchio. Per il Rex ha rielaborato digitalmente alcune fotografie di attori di fama internazionale (come Robert de Niro in Taxi Driver) ripresi mentre si guardano allo specchio.
Adrian Paci Nato a Scutari nel 1969. Vive e lavora a Milano. Una parte considerevole del lavoro dellʼartista è dedicato alla tematica della perdita e dell’abbandono della propria terra. Questo tema si sviluppa dall’esperienza dellʼartista stesso, emigrato dallʼAlbania, e viene espressa nei suoi lavori attraverso il racconto del ricordo. THE COLUMN è un video che nasce dal racconto visionario di un blocco di marmo, ripreso durante la sua lavorazione e il suo viaggio. Il tema affrontato è la de-localizzazione del lavoro, lʼintegrazione e il confronto fra culture differenti o a volte ostili, lʼevoluzione e la trasformazione di tradizioni e culture legate a ciascun territorio (di appartenenza o ospitalità).
Matteo Sclafani Nato a Parma nel 1993. La sua personale ricerca si concentra su quella che è la comprensione della figura e di come questa permetta lʼaccesso ad un piano dellʼarte della percezione, un misto tra figurazione tradizionale e astrazione. Ha collaborato alla realizzazione delle installazioni interview/MATCH di Paola Manfrin e Whatever you think I am thatʼs what Iʼm not di Alessandro Di Giampietro. Fa parte della redazione della fanzine C.A.C.C.A. (acronimo di Cose A Caso Con Attenzione). Al Rex propone il lavoro FIXED IT: PRECARIOUS. Rielabora sedute ed oggetti con una caratterizzazione amorfa e un atteggiamento proteiforme, in cui il senso di impotenza soffoca il presente. La speranza, fatta sterile, adagia lʼessere in un ripiegamento centripeto, ma abilità latenti rivendicano con angoscia un conciso atto decisionale.
Serena Vestrucci Nata a Milano nel 1986, dove vive e lavora. Nel 2008 si trasferisce a Berlino dove collabora con il centro no profit 91mQ Art Project Space fino al 2010, anno in cui decide di iscriversi al corso di laurea specialistica in Arti Visive presso lo Iuav di Venezia. È un’artista che tradisce l’ordinario, che attinge a piene mani dalla quotidianità per poi cercare di stravolgerne il senso, con un fare provocatorio e con una semplicità così profonda che sconcerta. SCIOPERO è uno striscione di tela dipinta con il bolo, la classica argilla rossa, adatta ad accogliere l’antica e tradizionale tecnica della doratura. È un lavoro che mette in luce un contrasto di tempo e di essenza, “ciò che si era e ciò che siamo”,