Giuseppe Giuseppe Gallo: Prismi

18 Maggio 2013 By Redazione

Con questo lavoro, già presentato nell’ambito di importanti avvenimenti espositivi in Italia e all’estero, Gallo compie una mappatura di ordine poetico delle diverse culture umane, raffigurate da ventisei maschere bronzee desunte dalle tradizioni religiose, folcloristiche e rituali di ogni continente.
Affermatosi nei primi anni Ottanta come uno dei principali protagonisti della Nuova Scuola Romana e di una diffusa riscoperta della sensibilità pittorica, Giuseppe Gallo ha progressivamente ampliato la propria attività creativa alla scultura ed all’installazione, nonché condotto le proprie opere in molte tra le più importanti sedi espositive dedicate nel mondo all’arte contemporanea. I suoi lavori fanno parte di prestigiose collezioni pubbliche, tra le quali il MOMA di New York, il Museum Modern Kunst Stiftung Ludwig di Vienna, il Contemporain Midi Pirenées di Toulouse, il Groninger Museum, il Fukuyama Museum of Art, il Museum
Biedermann di Donaueschingen e il MART di Rovereto In occasione di questa mostra padovana, l’artista ha realizzato tre nuove opere pittoriche di grandi dimensioni che, inserendosi nell’architettura dell’Oratorio, costituiranno un “controcanto” lirico e luminoso alla forza plastica delle opere scultoree.
L’esposizione, curata da Nicola Galvan e Mattia Munari, avviene in collaborazione con MACO
Arte di Padova e con la Galleria dello Scudo di Verona.
Orario 9.30 – 12.30, 15.30 – 19.00, lunedì chiuso.
Ingresso libero. Info: 049 8204539/4530 – Oratorio di San Rocco, tel. 049 8753981

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Una monumentale sequenza di opere scultore disposte a spirale che rappresentano ventisei maschere confacenti alle diverse testimonianze culturali del pianeta. Moloch impenetrabili nella loro statuaria immobilità si raccolgono intorno a un centro propulsore per alludere alla varietà umana, raccolta in una silenziosa preghiera nella ricerca del trascendente. «Sono immagini ermetiche – afferma lo scultore Gallo, esponente di spicco nei primi anni ottanta della Nuova Scuola Romana – rinchiuse nel loro pensare, forme antropomorfiche che ho desunto dai miei studi sulla maschera». Tra sciacalli, forme lignee della tradizione africana, le maschere di Venezia, l’Oriente, ognuno di questi prismi raccoglie l’essenza misteriosa dell’uomo: appena entrati nel suggestivo Oratorio sembra di trovarsi di fronte a una nuova Stonehenge, dove sogno e realtà si mescolano, in perenne sospensione tra cielo e terra.
«La forma del prisma, così allungata – spiega Gallo – ricorda l’elevazione dell’uomo verso l’alto, verso il divino» ma allo stesso tempo la multiculturalità vuole essere una risposta al bisogno di sapere. Questa mappatura di ordine poetico delle diverse culture umane invita a riconoscere il ruolo dell’arte come rappresentativo nel destino delle diverse civiltà: «l’arte non è un momento, ma l’inizio, la fondazione stessa della civiltà». La mostra, organizzata con la collaborazione della Galleria dello Scudo di Verona e Maco Arte di Padova, diventa un «infinito prospettico», una menzione speciale dei cinque continenti, con la sottolineatura dei luoghi refrattari alla luce del pensiero razionale.

Camilla Bottin