Eros
8 Agosto 2014Eros nei suoi quadri ama ritrarre la sua Este, scomporla in ponti e campanili riconoscibili tra i grumi di colore, viverla in figure dal contorno percepibile all’occhio come un segno netto, tangibile: la sua pittura non è metafisica, è concreta, quotidiana. Sembra quasi che, durante una passeggiata o un giro in bici, i colori lo assalgano con la loro brillantezza fino a entrare nelle corde più profonde dell’anima: è una realtà che si trasfigura nella sua versione giocosa da paese dei balocchi, è la giostra dell’arte che fa andare avanti Eros oltre la banalità dei giorni che passano. «La disposizione dei quadri – spiega Eros – è una mia scelta, ho voluto curare personalmente l’allestimento. Quest’anno ho deciso di privilegiare i paesaggi che riscuotono sempre un grande successo di pubblico ma dall’anno prossimo voglio dedicarmi maggiormente alle figure». Infatti poche figure umane, per lo più di piccole dimensioni, a parte il grande “Autoritratto” in cui Eros guarda i presenti con uno sguardo sereno tra colori freddi: chi in questi giorni avrà l’occasione di fare un salto alla mostra oltre all’Eros dell’autoritratto troverà anche quello reale, sempre disponibile per dire la “sua” sull’arte, vista come un gesto istintivo, quasi vitale. Eros è sempre all’opera tra penne, pennelli e matite anche nella Chiesa di San Rocco, giusto per far passare le lunghe giornate afose. Il 3 agosto si è inoltre tenuta l’inaugurazione con un intrattenimento musicale: la mostra di Eros è ormai un appuntamento fisso ogni anno presso il Comune di Este, l’anno precedente una personale si era tenuta dal 5 al 18 agosto alla Pescheria Vecchia con l’aiuto del prof. Renzo Zoia.
Rimandiamo all‘intervista fatta in quell’occasione
http://www.padovando.com/attualita/speciali/la-forza-vitale-del-pennello-eros-rizzo/
Camilla Bottin

