Dinosauri. Giganti dell’Argentina – L’inaugurazione
9 Ottobre 2016È assolutamente tempo di dino-inaugurazione: lo afferma Matteo Cavatton, assessore alla Cultura del Comune di Padova, che ieri ha tagliato il nastro dando il via a un’affluenza strepitosa già fin dalle prime ore. La mostra “Dinosauri. Giganti dell’Argentina”, in esposizione al Centro Culturale Altinate/San Gaetano fino al 26 febbraio del 2017, rappresenta «qualcosa che non si poteva nemmeno immaginare», un traguardo notevole dell’amministrazione che accogliendo a Padova una delle mostre scientifiche più importanti sull’evoluzione dei dinosauri le conferisce un’aria sempre più da prima donna, da capitale europea. «Sono orgoglioso di essere qui» afferma Cavatton «questo lavoro è stato possibile grazie al lavoro di persone capaci che hanno fatto tanto per Padova. La città, da secoli culla delle arti e sede di studi universitari, attendeva una mostra scientifica a livello internazionale da troppi anni». L’esposizione ha visto la collaborazione del Dipartimento di Geoscienze e del Centro di Ateneo per i Musei e ha ottenuto il riconoscimento della Marca Paìs del Governo dell’Argentina. A introdurre all’interno delle sale il drappello di visitatori la professoressa Fornasiero: la sua guida attraversa un percorso espositivo lungo 150 milioni di anni in cui la storia naturale dei dinosauri, raccontata dalle origini all’estinzione, accompagna l’occhio tramite una serie di reperti e riproduzioni accuratissime. Come fa sapere Matteo Cavatton questa non è una mostra sui dinosauri, ma una mostra sui dinosauri dell’Argentina: questa terra infuocata è a tutti gli effetti una delle aree più ricche e importanti per lo studio dei dinosauri, con testimonianze di tutti e tre i periodi dell’Era Mesozoica. Si comincia con il Triassico, da dove provengono i cinque dinosauri più antichi noti finora: sono esposti resti fossili e copie dell’Eoraptor Lunensis e del Frenguellisaurus che, con i suoi 6 metri, era uno dei predatori più grandi del Triassico. A proposito di predatori, nella sala grande del Centro Altinate, si trovano le riproduzioni a grandezza naturale di due dinosauri del Giurassico: l’erbivoro più grande del mondo, l’Argentinosaurus huinculensis, che poteva raggiungere i 38 metri di lunghezza, e il Gigantosaurus carolinii, ancora più grande del Tyrannosaurus rex, 13 metri di lunghezza per 10 tonnellate, il più grande predatore finora conosciuto. L’assessore Cavatton racconta le difficoltà per inserire lo scheletro complessivo dell’Argentinosaurus: «Per la coda abbiamo fatto un buco nel muro» spiega «mentre la linea della colonna vertebrale è stata disposta in modo tale che il visitatore possa vedere il muso dell’animale. Le riproduzioni sono efficaci per dare idea delle reali dimensioni, che sono sconvolgenti». Colpisce nella stessa sala la presenza di alcuni nidi di sauropodi risalenti al Cretaceo che sono stati rinvenuti in Patagonia: sono uova non più grandi di 30 cm. Questo stupisce considerando le dimensioni dei dinosauri, ma più grande di così poi veniva a mancare l’aria all’embrione. Al piano superiore, tramite una veste interattiva, è presente una sala che descrive i musei di geopaleontologia del Veneto. Sono tantissimi, una rete di collaborazioni che emerge da una mappa a tutta parete.
Camilla Bottin



