La collezione di Pietro Bembo a Palazzo Monte di Pietà
2 Febbraio 2013
Palazzo del Monte della Pietà, sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, ospita dal 2 febbraio al 19 maggio l’evento espositivo del 2013, la mostra Pietro Bembo e l’invenzione del Rinascimento. In mostra i capolavori che Pietro Bembo, uno dei protagonisti della cultura rinascimentale europea, veneziano di nascita ma padovano d’elezione, aveva riunito nella sua casa in via Altinate: l’esposizione è nata proprio con lo scopo di recuperare, dopo cinquecento anni di dispersione, la sua magnifica collezione d’arte. Primo ’Musaeum’ agli occhi dell’Europa del tempo, la casa del Bembo, oggi sede del Museo della Terza Armata, è stata ritrovo nel 2011 di un convegno internazionale a cui hanno partecipato i massimi esperti sulla figura dell’intellettuale veneto. “Per realizzare questo progetto – afferma Antonio Finotti, portavoce della Fondazione Cassa di Risparmio – c’è voluto un lavoro preparatorio di tre anni, ma alla fine siamo riusciti ad ottenere importanti prestiti da alcuni dei più prestigiosi musei d’Europa e degli Stati Uniti. I visitatori potranno ammirare dipinti di artisti del calibro di Mantegna, Bellini, Giorgione, Raffaello, Tiziano, Michelangelo insieme a sculture antiche, gemme, bronzetti, manoscritti miniati, monete rare e medaglie”. Undici sale sono state allestite per far luce su questa figura poliedrica, una vera e propria ’mostra – racconto’ per spiegare ai posteri quel momento di straordinaria fioritura artistica e culturale che ha reso Padova per vent’anni uno dei centri culturali più prestigiosi d’Europa. Oltre a riscoprire aspetti della storia dell’arte meno indagati, il progetto vuole determinare significative ricadute economiche sul territorio, attirando visitatori anche da fuori città. Guido Beltramini, curatore della mostra insieme a Davide Gasparotto e Adolfo Tura, si presenta a nome di un comitato scientifico presieduto dall’autorevole Howard Burns: Bembo non è stato un semplice collezionista ma un vero e proprio regista nella creazione dell’arte italiana del Rinascimento e ’la vera scommessa – spiega Beltramini – è stata quella di riunire dopo cinquecento anni una collezione dispersa fin dalla sua morte’. Il prestigio intellettuale di Bembo è tale che Ludovico Ariosto gli manderà le bozze della terza edizione a stampa dell’ ’Orlando Furioso’ per un parere preventivo: all’interno della mostra sono conservati diversi esemplari e manoscritti di alcune delle opere più significative della letteratura greca, latina e italiana. L’autore degli ’Asolani’ e delle ’Prose della volgar lingua’ sa interpretare con grande accortezza la rivoluzione figurativa che si sta svolgendo sotto i suoi occhi: segretario del Papa Leone X, viene a contatto con l’arte di Raffaello e Michelangelo, instaurando soprattutto con il primo un rapporto particolarmente intenso e profondo. La nuova sensibilità moderna viene associata a un ritratto di Giorgione che proviene da San Francisco e assente in Italia dal 1955: “l’uomo tiene in mano – spiega Beltramini – un piccolo libro verde, si assiste con Aldo Manuzio a una vera e propria rivoluzione, la tascabilizzazione della letteratura”. Ora il libro può finalmente instaurare un dialogo diretto con il lettore, fuori dalle aule universitarie, alleviando la tristezza o la noia dei giorni. Un aspetto interessante della vicenda di Bembo è la centralità nuova che l’amore assume nelle sue opere: un reliquiario che contiene una ciocca di capelli di Lucrezia Borgia, duchessa di Ferrara, ricorda ai presenti la tormentata love story che molto probabilmente scavalcò i limiti imposti dall’amore cortese. A un’Italia frammentata in tanti stati, Bembo offre un’originale soluzione: la cultura come collante tra le varie divisioni politiche. “Siamo sicuri di rispettare la volontà di Bembo – afferma Beltramini – allestendo una mostra che vuole esibire la centralità della cultura. Mi auguro che anche al giorno d’oggi la cultura possa essere un legame duraturo in una nazione in crisi”. Si invita il pubblico a non trascurare la piccola oggettistica: medaglie e gemme, pur di ridotte dimensioni, sono di una fattura straordinaria, ma si invita anche ad osservare l’arazzo cinque metri per quattro, a lasciarsi sopraffare dall’immensa bellezza che avvolge l’intera parete.
Camilla Bottin
Aperture straordinarie con orario festivo:
Lunedì dell’Angelo Giovedì 25 aprile 2013 Mercoledì 1 maggio 2013
Chiuso i lunedì non festivi
Biglietti di ingresso – audioguida gratuita e compresa nel biglietto
Intero: standard 8 euro
Ridotto: 6 euro (over 65, studenti universitari, insegnanti con documento, categorie convenzionate)
Speciale ragazzi: 3 euro (dai 6 ai 18 anni)
Gratuito: fino ai 5 anni, portatori di handicap e 1 accompagnatore, giornalisti con tesserino, militari in divisa.
Biglietto famiglia:
2 adulti + 1 bambino (dai 6 ai 18 anni): 12 euro
2 adulti + 2 bambini (dai 6 ai 18 anni): 15 euro
2 adulti + 3 o più figli (dai 6 ai 18 anni): 18 euro