170 racconti in bottiglia
6 Ottobre 2015In occasione dell’inaugurazione la mostra sarà presentata dal docente di cinema e arti visive Antonio Costa, con intrattenimento musicale degli allievi del conservatorio Pollini. “Questa mostra -afferma l’assessore alla Cultura Matteo Cavatton – è una splendida vetrina per gli studenti del liceo Modigliani, che per quattro anni hanno lavorato sotto la guida del maestro Marcolongo per dare corpo ai racconti di Magris; un’occasione quindi per vedere la sorprendente creatività di tanti giovani, che affrontano con impegno la realtà quotidiana e s’interrogano su temi d’attualità”.
Nella mostra quattro classi terze del liceo artistico Modigliani di Padova raccontano in 170 bottiglie il lungo viaggio narrato da Claudio Magris in uno dei suoi capolavori, “Danubio“. L’idea di Paolo Marcolongo – docente, scultore e maestro dell’arte orafa padovana – ha coinvolto decine e decine di studenti, che hanno ripercorso quasi tremila chilometri tra le sorgenti tedesche del fiume fino alla foce nel Mar Nero, riproducendo all’interno di 170 bottiglie da vino altrettante istantanee di vita raccontata da Magris nel suo taccuino di viaggio. Micropaesaggi fatti di boschi e di case, mondi lillipuziani abitati da contadini e arciduchi, mercanti, poeti e sacrestani, tracce del passato più funesto marchiato dalla svastica e attimi di affettuosa vita domestica. Una suggestiva traduzione dalle parole alle immagini tridimensionali realizzate dai ragazzi con le tecniche più diverse e inserite nelle bottiglie, le classiche bordolesi, esposte in una spettacolare installazione nell’Agorà del Centro culturale Altinate San Gaetano, appese lungo un percorso di oltre 60 metri. “Gli studenti hanno scoperto che “Danubio” non si limita a raccontare semplici storie del passato, fatte di piccoli gesti quotidiani, ma li mette in contatto con diverse culture, superando ogni tipo di frontiera, politica, sociale, religiosa – spiega Marcolongo – anche il nostro progetto non riguarda soltanto il laboratorio di figurazione, ma abbraccia anche altre materie come lettere, filosofia, storia, architettura e storia dell’arte”. Le 170 micro installazioni custodite nelle bottiglie sono cariche di significati metaforici: messaggi da affidare all’acqua per viaggiare tra terre remote, un affidarsi al caso nella speranza di un approdo accogliente. Ecco che il Danubio raccontato da Magris e riproposto dal liceo Modigliani può trasmettere un messaggio di alto valore etico ed educativo, quanto mai attuale in quest’epoca di grandi migrazioni.
La mostra, sostenuta dall’azienda Promega, resterà aperta fino al 18 ottobre (ore 10-19, lunedì chiuso, ingresso libero).