Seminario Vescovile
12 Aprile 2013Via Seminario 29
Tel. 049.657099; fax 049.8761934
Sito: www.diweb.it/pd/seminariomaggiore/
Orari biblioteca: accesso libero per studenti universitari; su richiesta per altri. Lun. – ven. 15 -19. (Chiusa: dal 24/12 al 7/01; la settimana prima di Pasqua; dal 1/07al 15/09)
Ogni giovedì il Seminario celebra la S. Messa Comunitaria alle ore 19. Chi vuole unirsi nella preghiera e fermarsi a cena è il benvenuto.
Fondato nel 1671 dal Cardinale Gregorio Barbarigo, subì vari rifacimenti,
fino agli ultimi risalenti agli inizi del XX sec. Dotato di una tipografia e di un prestigioso istituto di istruzione, oggi ospita una ricca biblioteca e una serie di tele di autori locali e minori, fra le quali si segnala una tela con ritratto di Vincenzo Cappello, opera tintorettesca di Palma il Giovane. (sec. XVI)
Fu fondato nel 1671 dal cardinale Gregorio Barbarigo, vescovo di Padova, che vi aggiunse nel 1684 l’importante tipografia: egli è ricordato nell’iscrizione latina all’ingresso.
L’edificio fu ingrandito dal nipote Gianfrancesco Barbarigo, pure vescovo di Padova, e successivamente, nel 1756, ad opera del vescovo Rezzonico, poi Papa Clemente XIII. Fu ricostruito quasi completamente fra il 1907 e il 1911 dal vescovo Luigi Pellizzo, con l’opera dell’architetto Gianbattista della Marina.
Il seminario ebbe sempre fama per i suoi insegnanti ad allievi, tra i primi Egidio Forcellini, Jacopo Facciolati, Melchiorre Cesarotti e Giuseppe Furlanetto; tra i secondi Giuseppe Sarto, poi Papa Pio X. Anche la tipografia ebbe una larga rinomanza.
Di notevole interesse è la Biblioteca, che occupa tre ampie sale e conserva una copiosa raccolta di volumi (specializzata in scienze storiche, filosofiche, teologiche, conserva 400.000 volumi circa e 800 riviste tra cessate e correnti) fra i quali ottocento codici, i trecento incunaboli, una lettera latina olografa del Petrarca, manoscritti cartacei di Galilei e tanti altri importanti documenti.
Conserva anche una ricca collezione di settecentoquarantadue stampe donate da Federico Manfredino nel 1829; nonché una ricca collezione archeologica, fra cui tremilacinquecento monete romane. Nella prima e nella terza sala della biblioteca vi sono scaffali in noce disegnati da Giovanni Gloria (XVIII). Nella sala intermedia, sei ricchissime librerie di noce intagliato recanti emblemi alludenti alla musica ala storia e all’astronomia. Vi sono anche numerosi dipinti e sculture di varie epoche.
Numerose sono le tele qui presenti, alcune di notevole pregio:
– entrata che precede la biblioteca: grande ritratto del cardinale Gregorio Barbarigo, all’età di 72 anni, opera di autore veneto del 1600;
– nuovo atrio: tavola dipinta con Guerriero con testa decapitata e due vecchi, opera di Pietro Mattoni detto della “Vecchia”, pittore veneziano del XVII;
– Sala Perin: tela con la Cena in Emaus, (sopra la porta di ingresso) opera della scuola di Bonifazio Pitati (XVI sec.);
tela con Cristo dinanzi a Caifa di pittore della prima metà del 1600;
tela rappresentante Mosè tocca la rupe, di pittore vicino a Paolo Fiammingo;
– Sala Forcellini (vecchio atrio): numerosi ritratti di prelati, fra cui notevoli quello di Clemente XII, opera di Francesco Zugno, pittore veneziano del XVIII;
Nature morte di ignoto pittore (XVII/XVIII);
altri ritratti di prelati, tra i quali importanti quello del Barbarigo, di pittore della seconda metà del XVII secolo e quello del cardinale, Giorgio II Corsaro, Vescovo di Padova, eseguito da pittore del XVII/XVIII;
tele con teste di vecchi di pittore settecentesco, una tela con S. Sebastiano di pittore della seconda metà del 1600;
tela con Cristo Passo di pittore del sec. XVII;
tela con ritratto di Vincenzo Cappello, opera tintorettesca di Palma il Giovane (sec. XVI);
tela con l’ultima cena di pittore greco veneto della fine del 1500;
tela raffigurante un Astronomo opera di Luca Giordano (XVII);
tela con Cena in casa di Simone Fariseo, opera di Leandro da Ponte (XVI/XVII);
tele con Deposizione, forse copie seicentesca del quadro di J. da Ponte che si trova nella Chiesa di S. M. in Vanzo;
tela con Luigi Gonzaga di pittore del primo Ottocento;
tela con Sacra Famiglia, di pittore emiliano del primo cinquecento;
ritratto del Secchi eseguito da Pietro Pajetta;
due tele con teste di vecchi;
tele con natura morta (come di fronte);
– Sala Facciolati: tavola con sposalizio mistico di S. Caterina, opera pregevole di pittore emiliano della seconda metà del 1500.
– Ufficio del Bibliotecario: ritratto di Pietro Balan, opera di Pietro Pajetta;
Madonna e bimbo fra due santi opera di pittore veneto del 1500 vicino a Polidoro Lanciani;
– prima sala di consultazione: vari ritratti ad olio, di cui notevole quello di Egisio Forcellini, di pittore veneto del sec. XVIII;
tavola con Madonna e Bimbo di pittore bresciano del cinquecento tratta dalla lunetta di Palazzo Ducale a Venezia;
– seconda sala di consultazione: due ritratti del Cardinale Barbarigo, di cui uno all’età di 39 anni;
– parlatorio al pian terreno: tela con ritratto del Cardinale Barbarigo, del sec. XVII.