Il soldatino di stagno

1 Febbraio 2016 By Elena Bottin

Una via, un bidone della spazzatura, una staccionata in cui sono affissi vecchi manifesti, illuminati dal fioco bagliore di un lampione. Stanis, emigrante russo, arriva di corsa, fugge e cerca. Fugge da uno strano musicista italiano che da una settimana gli fracassa i timpani, con tromba, chitarra e xilofono. Cerca il suo amore lontano, Katrina, una splendida danzatrice dagli occhi azzurri.

E il soldatino di stagno? Eccolo, l’avete di fronte: Stanis. Certo, non è fatto di stagno ma ha tutta l’aria di dover compiere lo stesso percorso del protagonista della storia, tra vecchi giocattoli, troll malvagi e topi famelici alla ricerca della sua ballerina. Il pallido e impolverato musicista lo convince a raccontare la storia e Stanis vi entra a piè pari come se davvero fosse quel piccolo soldatino dal cuore di stagno. Stanis conosce bene quella storia, la storia del Soldatino di Stagno di Andersen, e conosce bene anche la musica che suona l’improbabile musicista, è il balletto dello Schiaccianoci di Čajkovskij, lo ballava sempre la sua innamorata, Katrina.