Come Pierino diventò Pierone e incontrò la strega Bistrega
27 Febbraio 2018Quinto e ultimo appuntamento al Teatro Ferrari per il cartellone “IL TEATRO PER LE FAMIGLIE 2017/18”, curato dal Centro di Produzione Teatrale veneto per il Comune di Camposampiero con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Veneto e la collaborazione di Fondazione Antonveneta. La rassegna dedicata ai più piccoli chiude in bellezza con un grande classico della compagnia Orto Teatro, dal titolo “COME PIERINO DIVENTÒ PIERONE E INCONTRÒ LA STREGA BISTREGA”, che andrà in scena sul palcoscenico camposampierese domenica 4 marzo (ore 15.30). Teatro d’attore e pupazzi per raccontare, in una versione originale, una delle più belle fiabe della tradizione popolare friulana.
Da sempre, uno dei personaggi più amati e allo stesso tempo odiati dai bambini è la strega: usa la magia, mangia i bambini ed è sempre travestita da buona vecchietta. Ma si può sconfiggerla: con astuzia, intelligenza, destrezza ed esperienza. Pierino Pierone è un bambino dalle guance paffute per via della sua grande golosità per le mele. E, guarda caso, proprio di guance paffute è invece golosa la Strega Bistrega. La figlia della strega, Margherita Margheritone, non è furba quanto Pierino… cosa accadrà? Fabio Scaramucci, autore e regista dello spettacolo, nonché interprete insieme a Federica Guerra, ha integrato l’andamento tradizionale della fiaba con nuovi stimoli nati da una pluriennale esperienza didattica nelle scuole. I personaggi si sdoppiano in un coinvolgente gioco di teatro nel teatro, grazie anche ai pupazzi di Federica Guerra e Mauro Fornasier e alle voci narranti di Vittorio Anzovino, Galeazzo Botner, GianMaria Chiarello, Roberta Tossutto, Tiziana Urban e Barbara Varischio: la Strega-burattino diventa un personaggio reale e interagisce con il pubblico, mentre il narratore diventa Pierino Pierone… La tradizione e il bisogno di modernità si fondono, creando divertimento, suspance e sorprese e senza mai dimenticare la voglia di imparare e l’intelligenza del bambino, che proprio giocando con la paura gioca con il mondo, lo conquista e, in una parola, cresce. Scene di Sara Avon, costumi di Paola Pezzè, musiche originali di Remo Anzovino.
Lo spettacolo è consigliato a partire dai 3 anni di età.