A teatro: Yoyo Piederuota

8 Ottobre 2012 By

Come mai così tante associazioni a sostegno dello spettacolo? Perché racconta una storia che potrebbe essere vera e forse lo è… No, non si può spiegare: bisogna vedere lo spettacolo per capire anche con il cuore una storia straordinaria e ricca di significato e di forti emozioni. Quella di Giovanni e di Giorgia. Lui, Giovanni, da tutti chiamato Yo: troppo alto e con due grandi piedi per correre. Lei, Giorgia, da tutti chiamata Yo: troppo arrabbiata e con due grandi ruote per forza. C’è un cortile asfaltato, c’è un canestro mezzo scassato e un quartiere di una città. C’è una stanza, c’è una lavagna e la scuola di una città. Poi c’è la stanzetta di YoGiorgia con le sue cose e i suoi pensieri. Poi ancora c’è la stanzetta di Yo Giovanni, anche lui con tutte le sue cose e tutti i suoi pensieri. A entrambi piacciono le robe che rotolano o saltano: tipo i sassi che ruzzolano giù da una montagna, i canguri coi loro salti, le ruote, un paio di scarpe sportive… una palla. E tutto quel che si può trovare per buttarla dentro: cestino a scuola, bidone per strada, un canestro attaccato a un muro. Che può succedere? Una grande avventura che ha già vinto un premio “per aver saputo raccontare l’amicizia che va al di là delle barriere”.
Scene Marco Ferrero; collaborazione Renato Cavallero; consulenza coreografica Marilena Goria; aiuto regia e suoni Valentina Aicardi; ideazione e regia di Maurizio Bàbuin con il sostegno della Città di Settimo Torinese/Fondazione ECM e con la collaborazione di UICEP Torino Minibasket/Associazione Sport Disabili e Associazione Ballo Anch’Io.