1171
             
ORATORIO DI SAN MICHELE

ORATORIO DI SAN MICHELE


Un po' di storia: L'edificio che vediamo oggi è un ampliamento e quanto rimane dell'antica chiesa dedicata a San Michele e ai Santi Arcangeli, che ospitava anche altri affreschi di Jacopo da Verona.


ORATORIO DI SAN MICHELE

Riviera Tiso da Camposampiero – PADOVA

Un po’ di storia: L’edificio che vediamo oggi è un ampliamento e quanto rimane dell’antica chiesa dedicata a San Michele e ai Santi Arcangeli, che ospitava anche altri affreschi di Jacopo da Verona. La cappella fu eretta a seguito dell’incendio del 1390. la sua collocazione è infatti a ridosso del Castelvecchio e fu teatro di scontri nel corso della riconquista di Padova ai Visconti, guidata dall’ultimo Signore, Francesco II Novello da Carrara. Gli affreschi che decorano la cappella di Santa Maria della chiesa di San Michele, realizzati dal 1397 da Jacopo da Verona, sono incentrati sul ciclo mariano. I soggetti rappresentati sono: Annunciazione, Natività e Adorazione dei Magi, Ascensione, Pentecoste, Morte della Vergine e San Michele.

Nel sottarco della cappella busti di Evangelisti e Dottori della Chiesa. Una lapide ancora in sito conferma la paternità di Jacopo da Verona e testimonia che la cappelle fu voluta nel 1397 da Piero, figlio di Bartolomeo de Bovi, cugino di Piero di Bonaventura, ufficiale della zecca dei Carraresi.

Dagli affreschi emerge la figura di un pittore eclettico, che accanto agli elementi derivati dalla formazione presso Altichiero, della cui arte offre una visione più domestica, ne accoglie altri desunti da Giotto, Avanzi e Giusto de’ Menabuoi. Il tono borghese e, si potrebbe dire, quotidiano della decorazione si contrappone alle eleganze aristocratiche che avevano caratterizzato la cultura figurativa cittadina negli anni immediatamente precedenti. Ancora una volta è particolarmente insistente l’attenzione ritrattistica nelle scene dell’Adorazione dei Magi e della Dormitio Virginis. In quest’ultima compaiono personaggi che sono stati variamente identificati in Petrarca, Francesco il Vecchio e Francesco II Novello da Carrara e lo stesso Bovi raffigurato a capo scoperto in primo piano.

E’ stato ipotizzato che qui Jacopo abbia lavorato con aiuti, forse i suoi due figli, ricordati dai documenti come pittori. Altri affreschi di carattere minore dovuti per lo più a collaboratori ed epigoni di Giusto e Altichiero si trovano in città e nel territorio. Quanto rimane ancor oggi testimonia comunque con la massima evidenza gli splendori di una delle più straordinarie civiltà figurative del ‘300 italiano.

 

Come raggiungerci: dalla stazione FFSS di Padova: autobus – fermata via Umberto I, proseguire a piedi (10 min. circa) per la laterale via Rogati e la riviera Tiso da Camposampiero. In auto: uscita Padova est, sud e ovest: direzione centro città – parcheggio in Prato della Valle, Ex Foro Boario, 10 min. a piedi.  

Share




141 q 0,380 sec