Un’ora (e mezza) di storia e storie al Castello Carrarese

7 Settembre 2017 By Elena Bottin

Dalla prima apertura pubblica del marzo 2007 sono proseguite le ricerche da parte delle Soprintendenze, che hanno confermato la straordinaria importanza di questa struttura, che troppi, anche fra le persone di cultura, consideravano irrecuperabile, dunque da destinare a un qualsiasi uso, anche privato. A partire dalla scoperta, proprio nel 2007, degli affreschi della sala di Luigi il Grande d’Ungheria nella “cella 77” del carcere, le rivelazioni si sono succedute fino a riproporre il castello come una delle più ricche e sontuose residenze signorili di fine Trecento, in “competizione interna”, vien da dire, con la reggia che i Carraresi già possedevano al centro della città. Grazie ai molti altri frammenti di decorazioni a fresco ritrovati in un gran numero di ambienti, assieme alle tracce dei famosi camini cilindrici carraresi, ma anche di impianti igienici d’avanguardia per l’epoca e un raffinato sistema di isolamento dei pavimenti per mantenerli asciutti e confortevoli. E qualche spiraglio di luce si è acceso anche sul precedente castello di Ezzelino e sulle origini del castello e delle più antiche difese di Padova. Un autentico tesoro di storia e cultura di cui la città sta riacquistando sempre maggiore consapevolezza e il cui recupero, pur fra mille difficoltà, pare ormai avviato.