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Ultima settimana con GirovagArte

Ultima settimana con GirovagArte


GirovagArte


Dal cinema di Billy Wilder a Paolo Jannacci. Dalla sostenibilità ambientale in musica con il geologo Tozzi e il matematico Baglioni fino alle passeggiate culturali. Ecco il programma dell’ultima settimana di GirovagArte che fa tappa a Ponte di Brenta

Dopo aver animato le strade e le piazze nei quartieri Arcella, Guizza, Parco Brentella e Parco Iris, GirovagArte fa tappa a Ponte di Brenta per l’ultima settimana della rassegna. L’iniziativa, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova con le Consulte di quartiere, con la direzione artistica a cura di MAT-MareAltoTeatro, Teatro della Gran Guardia e Associazione Play e la collaborazione di Cinerama, è realizzata grazie al fondamentale contributo della Fondazione Cariparo e in collaborazione con Aspiag Service, concessionaria Despar per il Triveneto e l’Emilia Romagna, che ha messo a disposizione un truck con annesso un grande palco dove si sono svolti per cinque settimane spettacoli di cabaret, cinema, musica e teatro. Quest’anno anche due preziosi media-partner, Radio Caffè, Radio StereoCittà e QUADRO advertising.

La divertentissima e cinica commedia di Billy Wilder “Non per soldi…ma per denaro” protagonista della serata di mercoledì 1 settembre in piazza Barbato ( quartiere ponte di brenta). Un onesto cameraman della televisione (Jack Lemmon), durante la telecronaca di una partita, viene travolto a bordo campo da un giocatore nero di football americano. Ne esce illeso, ma suo cognato (Walter Matthau), un avvocato senza scrupoli, lo convince a simulare la paralisi per farsi pagare un favoloso indennizzo. La compagnia d’assicurazione fiuta l’inganno. Walter Matthau e Jack Lemmon costituiscono uno delle coppie cinematografici più azzeccate della storia del cinema. Hanno recitato insieme in una decina di film, ma il loro primo incontro è frutto del genio di Billy Wilder che li mise uno accanto all’altro in questa cinica ma divertentissima commedia. Una serata dedicata al cinema all’aperto organizzato da Cinerama, rassegna curata da Marco Segato.

Si prosegue giovedì 2 settembre alle 21.15 con il Teatro Ragazzi “Il gatto con gli stivali” di Roberto Marafante – regia Emanuela La Torre della Compagnia Teatro Verde di Roma. Due facchini impegnati in un improbabile trasloco, durante la pausa pranzo, si lasciano prendere dalla voglia di raccontare la celebre favola costruendo le scene davanti agli occhi del pubblico, montando scatole, aprendo scatoloni, giocando con buste, cartoni, cappelliere, pacchi e pacchetti. Ogni scatola che si apre contiene un mondo colorato e sorprendente e i due facchini diventano gli attori di una rutilante messa in scena: un carosello di personaggi e burattini, di musica e canzoni, di risate ed avventure, in un ritmo crescente ed entusiasmante. Per poi, alla fine della favola, ritornare due semplici facchini, stupiti ed increduli di quanto hanno creato, tra scatole, pacchi e scatolette. Una favola delle apparenze. Una favola in cui si denuncia, sorridendo, l’ipocrisia dei rapporti umani. Una favola che ci dice che è vero solo ciò che sembra… come a teatro, ma che alla fine la verità vien sempre a galla… E allora la sfida è quella di raccontare una favola classica senza cambiare una virgola, ma stupendovi – e stupendoci – con una messa in scena piena di sorprese.

Spazio all’energia poetica, venerdì 3 settembre, di Paolo Jannacci con il suo spettacolo “In concerto con Enzo”. Una serata di divertimento ripercorrendo le più belle canzoni di Enzo Jannacci. Paolo Jannacci si esibirà in uno spettacolo con brani jazz originali del suo repertorio e le canzoni più belle del padre Enzo: un mix pronto ad arrivare al cuore degli spettatori. Sul palco insieme a lui ci saranno Stefano Bagnoli (Batteria e percussioni); Marco Ricci (Contrabbasso e basso elettrico) e Daniele Moretto (Tromba e Flicorno e cori). “Tantissimi amici – racconta Paolo Jannacci – hanno chiesto di potermi ascoltare in concerto, facendo vivere ancora le canzoni del papà, sapendo che io fossi la persona più indicata per farlo. Ho deciso di offrire al pubblico uno spettacolo di canto e musica, che comprende il mio repertorio di brani jazz originali e le canzoni di Enzo più care al pubblico e alla mia famiglia. Sarà uno spettacolo pieno di energia poetica e musicale perché, oltre che dare tutta la mia energia suonando il pianoforte in trio o in quartetto, ricorderò mio padre a chi lo conosce e cercando di farlo conoscere a chi non ha mai sentito parlare di lui. Durante lo spettacolo non ci saranno tanti fronzoli; solo il reale della musica, che spero arrivi dritta al cuore di chi l’ascolta”

Sabato 4 settembre spazio alla produzione di Stivalaccio Teatro che presenta “Cèa Venessia – odissea nostrana dal nordest all’Australia”, un testo originale di Marco Zoppello, che ne cura anche la regia, e che vede in scena l’attore Stefano Rota. La storia è ispirata a una storia vera, quella di un gruppo di coloni provenienti dal Veneto e dal Friuli che fondarono il primo insediamento collettivo italiano in Australia, nel 1882. Il nome con il quale viene tramandata oralmente, di padre in figlio, è Cèa Venessia (piccolo Veneto), perché nel cuore di chi vi arrivò doveva ricordare casa. Il nome che risulta nei documenti è un freddo New Italy, una delle culle dell’emigrazione italiana in Australia. Lo spettacolo racconta di questi migranti e del loro viaggio. Erano i Tomè, Nardi, Bellotto, Roder, Antoniolli e tanti altri che spinti dalla fame, dalla miseria, dalle malattie, caddero facili vittime delle promesse di un nobile francese e si misero in viaggio, in una carretta del mare, verso la terra del “latte e miele”, una Nuova Francia pronta ad accoglierli. Il punto di vista privilegiato è quello di Giacomo Piccoli, giovanotto di Orsago, partito col cuore gonfio di speranze, con i piedi leggeri di chi corre verso il sole, con la cieca passione di chi ha conosciuto solo la misera e che “no e poi no, è sicuro, la vita può essere meglio di così!”.

Doppio appuntamento domenica 5 settembre. Alle ore 18 l’associazione Vox Artes propone una passeggiata guidata ( partenza da Villa Breda) attraverso i segni lasciati dal tempo su questo territorio e un viaggio tra i personaggi che lo hanno attraversato. Partendo da Piazza Silvio Barbato si ripercorrerà la storia del luogo e dei suoi principali legami con le città limitrofe attraverso diversi periodi storici. Dopo una visita alla chiesa di San Marco Evangelista il tour guidato si porterà verso Villa Breda terminando infine presso l’Ippodromo “Le Padovanelle”, entrambi legati a uno straordinario protagonista dell’imprenditoria italiana della seconda metà dell’Ottocento: Vincenzo Stefano Breda.

Alle 21.15 il geologo Mario Tozzi e Lorenzo Baglioni, cantante, propongono lo spettacolo “Al clima non ci crediamo” che punta a riportare l’attenzione su un tema fondamentale: i cambiamenti climatici. La pandemia sembra aver messo in secondo piano l’emergenza climatica ma, come hanno scritto e dimostrato molti studiosi, esse sono strettamente collegate. Sul palco, con l’ausilio di immagini e video, evocando Greta Thunberg, i molti movimenti ambientalisti internazionali animati dai giovani e ascoltando la vox populi, col conforto delle tesi scientifiche e aiutati dalle didascalie canore, in un’ora e mezza scandita da un countdown scenico cercheranno di convincere le platee che per arrestare i danni dei mutamenti climatici non c’è davvero più tempo. Un appello forte e chiaro ad impegnarsi ora e non domani.

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