Sviluppo economico e criminalità organizzata: che fare?

17 Ottobre 2019 By Andrea

Il Veneto, con Lombardia ed Emilia Romagna, è la regione con il maggior numero di aziende connesse alla criminalità organizzata nel centro-nord Italia. Una ricerca, finanziata dalla Regione Veneto e sviluppata dal gruppo di ricerca attivo nel Dipartimento di Scienze Economiche ed Aziendali dell’Università di Padova, ha analizzato la loro diffusione, grandezza, settore produttivo di appartenenza, indebitamento complessivo oltre agli effetti economici derivanti dalla presenza di aziende connesse alla mafia sulle performance delle aziende “non criminali” e infine gli effetti sorprendenti di ricaduta sul territorio e sui costi quando il legame criminale si spezza. Non solo, anche l’errata percezione, una sorta di immaginario economico-tecnologico, che si ha delle aziende infiltrate, gli strumenti utilizzati, la loro forma giuridica, le filiere nazionali utilizzate, le elevate “competenze” professionali di chi ci lavora.

Un affresco inquietante che fa da quinta alla vita produttiva e sociale del Paese: numeri, modalità e geografie criminali in cui non esistono oasi. Come può rispondere la Pubblica Amministrazione? Partendo da questa esigenza «la ricerca prende in esame gli obblighi in capo alla pubblica amministrazione di segnalazione delle operazioni sospette di riciclaggio – dice Antonio Parbonetti che ha diretto scientificamente la ricerca – L’analisi degli indicatori di anomalia individuati dall’Unità di Informazione Finanziaria (UIF) solo in parte catturano le specifiche modalità operative delle aziende connesse con la mafia. In tale ambito, si proverà a fornire indicazioni orientate a favorire l’attività di segnalazione da parte delle pubbliche amministrazioni alla luce delle caratteristiche delle aziende criminali e delle loro modalità operative individuate con la ricerca».

“Sviluppo economico e contrasto alla criminalità organizzata: ruolo e responsabilità delle istituzioni territoriali” è il titolo del convegno che si terrà dalle ore 9.30 in Aula Magna di Palazzo Bo, via VIII febbraio 2 a Padova, venerdì 18 ottobre. L’evento, promosso dal Dipartimento di Scienze economiche e aziendali “Marco Fanno”, dall’Università di Padova e dalla Regione del Veneto, si inserisce all’interno della programmazione regionale delle iniziative di sensibilizzazione della società civile e delle istituzioni pubbliche, finalizzate alla promozione dell’educazione alla legalità, alla crescita della coscienza democratica e all’impegno contro la criminalità organizzata e diffusa nel tessuto economico e sociale del territorio regionale, nell’ambito delle iniziative promosse dal Coordinamento Commissioni ed Osservatori sul contrasto della criminalità organizzata e la promozione della legalità delle Regioni e delle Province Autonome.

Dopo il saluto di Rosario Rizzuto, Magnifico Rettore Università di Padova, interverranno Giulio Cainelli, Direttore del Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali “Marco Fanno”, Roberto Ciambetti, Presidente del Consiglio Regionale del Veneto, Gianluca Forcolin, Vicepresidente della Giunta Regionale del Veneto, Donatella Porzi, Presidente del consiglio regionale dell’Umbria e del Coordinamento Legalità delle Assemblee Legislative, Cristiano Corazzari, Assessore Regionale al Territorio, Cultura e Sicurezza, e Roberto Marcato, Assessore Regionale allo Sviluppo Economico ed Energia.

Alle ore 10.00 verrà presentata la ricerca dal titolo “La presenza di organizzazioni criminali nell’attività economica: effetti, modelli operativi e strumenti di contrasto” di Antonio Parbonetti cui seguirà il dibattito con Loriano Ceroni, Responsabile anticorruzione e trasparenza della Regione del Veneto, Bruno Cherchi, Procuratore capo della Repubblica di Venezia, Renato Della Bella, Presidente APINDUSTRIA Verona, Renato Franceschelli, Prefetto di Padova, Vittorio Zappalorto, Prefetto di Venezia, e Bruno Pigozzo, Vice Presidente del Consiglio Regionale del Veneto, moderato dal giornalista Paolo Cagnan.