Stefano Valenti e Matteo Cellini
27 Maggio 2016Nella giornata di proclamazione della cinquina finalista del Premio Campiello e del vincitore del Campiello Opera Prima, l’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Padova dedica la quinta giornata di “Da giovani promesse…”, venerdì 27 maggio proprio a due scrittori premiati dalla prestigiosa giuria veneta.
Ospitati negli spazi del MUSME: Museo della Storia della Medicina in Padova (via San Francesco, 94), dalle 19:00, Matteo Cellini dialoga con Enza Del Tedesco per raccontare “La primavera di Gordon Jr. (Bompiani), mentre il romanzo “Rosso nella notte bianca” (Feltrinelli) di Stefano Valenti è presentato da Alessandro Cinquegrani e Alberto Rollo.
Con questo appuntamento si vuole affrontare una delle prove più difficili per uno scrittore: il secondo romanzo. Lo facciamo con due autori che, dopo la splendida – e premiata – riuscita dell’esordio affrontano le aspettative del pubblico, della critica e degli editori.
Con loro dialogano due accademici e uno tra i più autorevoli editor della narrativa italiana.
STEFANO VALENTI, “Rosso nella notte bianca” (Feltrinelli)
Stefano Valenti (1964), valtellinese, vive a Milano. Il suo romanzo d’esordio, La fabbrica del panico (Feltrinelli 2013), ha vinto il Premio Campiello Opera Prima 2014, il Premio Volponi Opera Prima 2014 e il Premio Nazionale di Narrativa Bergamo 2015. Rosso nella notte bianca (2016) è il suo secondo romanzo.
Valtellina. Novembre 1994. Il settantenne Ulisse Bonfanti, dopo avere lavorato tutta la vita in una fabbrica tessile della Valsusa, è tornato e si è rifugiato nella vecchia baita di famiglia. I ricordi della povertà contadina, della guerra, della fabbrica, delle tragedie familiari, si alternano in una tormentata desolazione. Una desolazione che nasce dal trovarsi nel paese dove, nel 1946, è morta la sorella Nerina. È la stessa Nerina a narrare quanto accaduto. Uno di fronte all’altra, la neve sullo sfondo, Ulisse e la giovane sorella si raccontano le verità di sangue che rendono entrambi due fantasmi sospesi sul vuoto della Storia.
Stefano Valenti (1964), valtellinese, vive a Milano. Il suo romanzo d’esordio, La fabbrica del panico (Feltrinelli 2013), ha vinto il Premio Campiello Opera Prima 2014, il Premio Volponi Opera Prima 2014 e il Premio Nazionale di Narrativa Bergamo 2015. Rosso nella notte bianca (2016) è il suo secondo romanzo.
Alessandro Cinquegrani (Treviso, 1974) è ricercatore di Letteratura comparata all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Ha pubblicato i volumi di critica letteraria La partita a scacchi con Dio (il Poligrafo 2002, Premio Gesualdo Bufalino), Solitudine di Umberto Saba (Marsilio 2007, Premio Promozione Ricerca del Cnr), Letteratura e cinema (La Scuola 2009, Menzione Speciale al Premio Internazionale Efebo d’Oro). Cacciatori di frodo, finalista alla XXIII edizione del Premio Calvino, è il suo primo romanzo.
Alberto Rollo dal 2005 è direttore letterario di Giangiacomo Feltrinelli Editore. È stato, nella stessa casa editrice, editor della narrativa italiana e responsabile della collana tascabile. Ha collaborato con le maggiori case editrici italiane e si è anche occupato dell’area “Grandi opere” per il gruppo De Agostini. Negli anni ottanta e novanta ha collaborato con quotidiani nazionali come recensore (soprattutto nell’area anglo-americana). Ha tradotto autori inglesi e americani contemporanei come Will Self, Jonathan Coe, Steven Millhauser e classici come Washington Irving e William Faulkner. Si è occupato di teatro e cinema.
MATTEO CELLINI, “La primavera di Gordon Copperny Jr.” (Bompiani)
Matteo Cellini è nato a Urbino nel 1978, vive a Urbania e insegna lettere nella scuola media. Il suo primo romanzo, Cate, io (Fazi), ha vinto il Premio Campiello Opera Prima nel 2013.
Gordon Copperny jr a undici anni è l’erede di una dinastia di costruttori di attaccapanni: uomini a loro modo geniali e grandi affaristi, ma così avidi e gretti da provare interesse solo per il loro lavoro.Lui è diverso, e proprio per questo si è fatalmente allontanato dal padre. Così, quando nel corso di una rapina viene preso come ostaggio, legge nell’accaduto un’occasione imperdibile per andar via di casa, complice il signor McCboom, che passava di lì per caso e ha deciso di proteggerlo. È per tutti e due l’avventura di una vita, finché non bisogna invertire la rotta e tornare a patteggiare con la realtà. Al suo secondo romanzo, Matteo Cellini ci porta sulla strada, sotto cieli grandi, attraverso città fatte di mille luci, per raccontare un ragazzino che sa perdonare e un vecchio che non sa perdonarsi uniti per qualche giorno da una stravaganza del destino.
Enza Del Tedesco (Pordenone 1970) insegna Letteratura italiana contemporanea all’Università di Trieste. Si è laureata e ha conseguito un dottorato di ricerca all’Università di Padova. È autrice di saggi sulla narrativa di alcuni autori del Novecento, tra i quali Berto, Parise, Pratolini, Pasolini, Piovene, e del volume Il romanzo della nazione. Da Pirandello a Nievo: cinquant’anni di disincanto (Marsilio 2012). È curatrice dell’Archivio degli scrittori veneti del Novecento, membro della redazione di Studi Novecenteschi. Dal 2010 è membro della giuria del Premio letterario Giuseppe Berto.