Sardegna misteriosa

19 Dicembre 2016 By Elena Bottin

Da un ritrovamento casuale ad una scoperta destinata a riscrivere la storia dell’arte non solo sarda, ma di tutta l’area compresa tra la Grecia e l’Atlantico: se ne parla lunedì, alle 17, nella sala Anziani di Palazzo Moroni. Interverrà il professor Raimondo Zucca, archeologo che ha collaborato in prima persona a portare alla luce i “Giganti di Mont’e Prama”. Zucca racconterà le fasi e i risvolti della scoperta, che ha inizio circa quarant’anni fa.

È la primavera del 1974 quando, arando il proprio campo, un contadino nota l’enorme testa di una statua. Ha un aspetto singolare: occhi enormi e circolari, naso squadrato, la bocca appena accennata da una breve incisione. Negli anni successivi vengono ritrovate 44 tombe, sei betili (pietre sacrali), sei modelli di nuraghe e migliaia di frammenti di enormi statue. I “Giganti di Mont’e Prama” (dal luogo della scoperta) sono l’unica testimonianza statuaria che il mondo nuragico ci abbia finora mai restituito: raccontano di una civiltà antica e misteriosa, governata da una élite aristocratica che celebrava la grandezza, la potenza e l’eroismo.

A svelare i misteri della Sardegna misteriosa interverranno, il 19 dicembre in Sala Anziani: il professor Raimondo Zucca, archeologo che ha collaborato a portare alla luce i “Giganti”; Gaetano Ranieri, ordinario di Geofisica all’università di Cagliari; Jacopo Bonetto, direttore del Dipartimento dei Beni Culturali all’Università di Padova. Modera l’incontro la professoressa Caterina Virdis Limentani, già docente alle università di Padova e di Sassari.