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  29/11/2019            17:00
Profondo Nero

Profondo Nero


A CINQUANT’ANNI DALLA STRAGE DI PIAZZA FONTANA.Esecutori e strateghi istituzionali dello stragismo, fra verità e depistaggi.


Pietro Calogero nel primo capitolo del libro “L’Italia delle stragi” (Donzelli Editore, 2019) curato da Angelo Ventrone scrive: “La stagione del terrorismo in Italia ebbe inizio con ventidue attentati dinamitardi commessi in varie località del Centro-nord fra il 15 aprile e il 12 dicembre 1969. (…) I risultati raggiunti dalle numerose inchieste permettono di rispondere a tre fondamentali questioni riguardanti: la responsabilità degli atti di terrorismo, la responsabilità degli apparati di sicurezza dello Stato, il fine della strategia e l’identità politica dei suoi artefici”.

Calogero afferma che la ricerca giudiziaria sul piano storico porta ad affermare che i neofascisti furono gli autori delle strage di Piazza Fontana, che le indagini sulla cosiddetta pista nera furono ostacolate e gravemente danneggiate da ufficiali e funzionari degli apparati di sicurezza dello Stato e che il fine della strategia della tensione fu una speciale connotazione antirivoluzionaria, cioè di argine al cedimento a sinistra (scolpita nella formula “ritorno al centrismo”) del sistema politico-istituzionale e di riassetto in chiave moderata dell’esercizio del potere, non del sovvertimento.

A cinquant’anni dal 12 dicembre 1969 la consapevolezza che oggi emerge è diversa dall’immagine che molti hanno di quel periodo: anni di depistaggio e assoluzioni non hanno impedito di individuare i responsabili; attorno alla strategia della tensione non vi furono “colpi di Stato da operetta” ma interventi seri e minacciosi per la democrazia; l’inizio di tutto non fu quel giorno di dicembre alla Banca nazionale dell’Agricoltura, ma molto prima.

Fino al 2 agosto 1980 i morti per attentati dinamitardi saranno 135, i feriti 560, “etichettati” con luoghi, toponimi, mezzi di trasporto: Banca Nazionale del Lavoro di via San Basilio, Piazza Venezia, Altare della Patria, “Freccia del Sud”, Peteano, via Fatebenefratelli, piazza della Loggia, Espresso 1486 “Italicus”, Stazione di Bologna.

Dopo mezzo secolo, brandello dopo brandello, menzogna dopo menzogna quel “profondo nero”, oggi, viene restituito alla memoria collettiva dal lavoro ininterrotto di magistrati e storici.

In Aula Nievo di Palazzo Bo, si terrà la Tavola rotonda, moderata da Carlo Fumian e organizzata dal Centro per la Storia della resistenza e dell’età contemporanea dell’Università di Padova, in occasione del 50° anniversario della strage di piazza Fontana. Partecipano il rettore dell’Ateneo Rosario Rizzuto, il già procuratore generale della Repubblica di Venezia Pietro Calogero, il testimone chiave dell’inchiesta su piazza Fontana Guido Lorenzon e Angelo Ventrone dell’Università di Macerata.

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Aula Nievo di Palazzo Bo,     via VIII febbraio 2, Padova
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https://www.casrec.unipd.it/tavola-rotonda-0



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