Passeggiata tra palazzi del Quattro e Cinquecento
16 Agosto 2016Protagonista della serata – afferma l’Assessore alla Cultura del Comune di Padova Matteo Cavatton – sarà il Crocifisso ligneo della chiesa di Santa Maria dei Servi, oggetto recentemente di una clamorosa attribuzione a Donatello, cui è seguito un attento restauro che ha restituito alla nostra città un altro capolavoro dello scultore fiorentino”. Il nome di Donatello è stato sostenuto con forza nel 2008 dagli storici dell’arte Francesco Caglioti e Marco Ruffini, sulla base di alcune fonti cinque e seicentesche nelle quali vi è ancora memoria della paternità del Crocifisso; un ricordo destinato ad affievolirsi fino a scomparire nei secoli successivi, a causa del forte valore devozionale che l’immagine assume fin dagli inizi del Cinquecento. Nel 1512 infatti, come narrano le cronache, il Cristo aveva a più riprese trasudato sangue dal costato e dal volto, finendo per essere venerato come una reliquia. La recente attribuzione a Donatello ha aperto la strada al restauro del Crocifisso, che ha portato alla completa rimozione della finitura a finto bronzo e al recupero della policromia originaria, rivelando la bellezza classica e l’energia vitale dell’opera, tratti caratteristici dello stile di Donatello. Dall’analisi stilistica alcuni studiosi ritengono che il Crocifisso dei Servi sia stata la prima opera realizzata da Donatello durante il suo decennale soggiorno padovano, eseguita quindi prima del Crocifisso bronzeo della Basilica del Santo. Nella passeggiata guidata da via Umberto a via Rogati si vedranno mirabili esempi dell’edilizia privata padovana tra Quattro e Cinquecento, come Casa Olzignani in via Umberto I n. 8, in cui si può ancora notare l’inserimento di elementi scultorei rinascimentali, in particolare nei racemi e nei vasi inseriti tra gli archi polilobati delle finestre e nelle piccole paraste comprese tra le due cornici marcapiano. Da notare anche Casa Genova in via Rogati n. 17, ora sede del Collegio Gregorio Barbarigo, iniziata dal conte da Genova nel 1500, e attribuita ad Annibale Maggi da Bassano: la sua facciata si isola dal contesto urbano per la mancanza del portico e per la caratterizzazione geometrica dei diversi bugnati lisci e colorati che la arricchiscono. Anche Palazzo Candi in via Rogati n. 30-36, si distingue per la superficie bugnata della facciata in pietra di Nanto.