L’Università fra decolonizzazione e nascita della questione dello sviluppo
8 Marzo 2022La perdita dell’impero modifica solo lentamente i paradigmi culturali, pur nel discredito delle teorie razziste, mentre gli europei per la prima volta investono nella formazione di nuove classi dirigenti nelle aree coloniali. Fra il 1950 e il 1970, l’Ateneo di Padova è protagonista della prima esperienza italiana di formazione nelle aree post-coloniali, l’Università di Mogadiscio, esperienza di luci e ombre.
Le discipline riflettono la trasformazione che investe le società post-coloniali e le prime forme di cooperazione che rispecchiano l’idea di sviluppo fondata su sviluppo infrastrutturale e industriale, mentre nelle aule compaiono studenti, e le prime studentesse, provenienti dall’India, il Medio Oriente, l’Africa, attratti soprattutto dagli studi di Medicina e Giurisprudenza.
Il ’68 globale investe il sistema universitario europeo, la fine del ciclo di espansione postbellica porta alla crisi degli anni Settanta, di cui i programmi di crescita dei paesi in via di sviluppo sono presto vittime.
L’evento, coordinato da Elena Calandri, docente di Storia delle relazioni internazionali nel Dipartimento di Scienze politiche, giuridiche e studi internazionali, si inserisce nel ciclo Dall’Oltremare al Sud Globale. L’Università di Padova dalla colonizzazione all’azione globale per lo sviluppo e vede la collaborazione di Spgi, Sezione Geografica del Dissgea, Centro per la storia dell’Università.
L’incontro è preceduto dalla visita guidata al Museo di Geografia a cura di Giovanni Donadelli, alle ore 15.