L’Oratorio di San Michele tra storia e arte

14 Agosto 2017 By Elena Bottin

L’Oratorio di San Michele tra storia e arte
Visite guidate all’Oratorio di San Michele
L’aspetto attuale di quello che un tempo fu un monumento religioso assai significativo per il valore storico e artistico che rappresentava è il risultato di una serie di interventi che hanno modificato completamente la struttura architettonica di una delle più antiche chiese di Padova.
L’Oratorio di San Michele è stato riaperto al pubblico nel 2000 in occasione della mostra Giotto e il suo tempo grazie ad un progetto di valorizzazione promosso dall’Associazione La Torlonga in collaborazione con il Comune di Padova. Recentemente è stato oggetto di un intervento di riqualificazione. L’intervento di restauro, condotto dal Settore Edilizia Pubblica del Comune di Padova, è stato finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo
250 anni di Specola
Visite guidate al Museo La Specola
Reading a cura dell’associazione Carichi Sospesi alle ore 21.00, alle ore 21.45, alle ore 22.30 in p.tta San Michele
Trasposizione da Le città invisibili di Italo Calvino
di e con l’attore Marco Tizianel con l’accompagnamento musicale di Andrea Vedovato (chitarra)
La scelta di adibire a Specola l’antico maniero del XIII secolo, nato come orrida prigione del tiranno Ezzelino III da Romano, poi trasformato nel Castello difensivo di Padova dai Carraresi nel secolo successivo e infine adattato a deposito di munizioni dalla Serenissima, era stata compiuta nel 1766 dal Toaldo, di concerto con l’architetto Cerato e con il Matematico Veneto Antonio Giuseppe Rossi (?-1776), deputato dai Riformatori a valutare e a seguire tutto l’iter di realizzazione delle opere edilizie.
Questa soluzione soppiantò la primordiale idea di realizzare il nuovo Osservatorio all’interno del perimento del Bo, sede dell’Università, e fu motivata dal fatto che la torre si ergeva nella periferia sud della città e dalla sua sommità si presentava perciò libero tutto l’orizzonte meridionale, luogo privilegiato per le osservazioni astronomiche. Inoltre, le spesse mura, larghe alla base quasi 3 metri, erano già perfettamente orientate in direzione nord-sud ed est-ovest, il che facilitava grandemente la corretta disposizione della strumentazione.
Ancor prima che l’edificazione architettonica dell’Osservatorio giungesse a compimento, il nuovo edificio era già divenuto simbolo di riferimento per la città e per i suoi astronomi, emblema identificativo della cultura e della scienza del cielo, oltre che scorcio poetico in quell’angolo di Padova dove il Bacchiglione, entrando in città, si biforcava nel Tronco Maestro e nel Canale Naviglio.
La Specola con il suo parafulmine, il primo installato nel territorio della Serenissima, fin dal suo nascere cominciò quindi a essere citata e rappresentata nelle più importanti guide, mappe e incisioni dell’epoca, come testimoniano le immagini presentate nella mostra Immagini di Specola, realizzata quest’anno dall’Osservatorio Astronomico di Padova per celebrare i suoi primi 250 anni di vita.