La lunga notte delle chiese a Padova
5 Giugno 2019Venerdì 7 giugno 2019
La Diocesi di Padova aderisce quest’anno, per la prima volta, alla Lunga notte delle Chiese, l’iniziativa approdata in Italia nel 2016 grazie all’associazione BellunoLaNotte. La Lunga notte delle Chiese – alias La notte bianca delle Chiese – che quest’anno si vivrà venerdì 7 giugno 2019, è nata a Belluno grazie all’impegno di Stefano Casagrande, che ne è il coordinatore in Italia e s’ispira alla Lange Nacht der Kirchen, esperienza che da parecchi anni si svolge in Austria e in Alto Adige, coinvolgendo centinaia di chiese contemporaneamente.
Un’occasione che permette di tenere aperti luoghi di culto di particolare interesse, favorendo visite, incontri o proponendo momenti musicali, culturali o di spiritualità.
Questa quarta edizione, a cui partecipano chiese di un’ottantina di Diocesi italiane, tra cui Padova (la mappa è disponibile sul sito www.lalunganottedellechiese.com), vede il patrocinio del Pontificio Consiglio per la Cultura, del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e delle Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia.
E, quest’anno, per la prima volta La Lunga Notte delle Chiese accomunerà tutte le iniziative attorno a un tema ufficiale: Da quale luce mi lascio illuminare?
Luce come speranza, presenza di Dio; Luce nell’architettura dei luoghi di culto; Luce come “illuminazione” di un progetto… Su queste linee guida si muove anche Padova, aprendo quattro chiese della città e offrendo diverse opportunità, nella serata di venerdì 7 giugno. Le chiese coinvolte sono: la chiesa di San Pietro, la Cattedrale, la chiesa del Corpus Domini (Santa Lucia), la chiesa di San Gaetano.
«Parlare di luce – commenta riferendosi al tema della “notte bianca” don Roberto Ravazzolo, direttore del Centro universitario e della Pastorale dell’Università, nonché rettore della chiesa di San Gaetano – significa aprire capitoli infiniti sulla storia dell’uomo, tra filosofia, teologia, antropologia. Basti pensare che la radice indoeuropea *diu —> divus —> “dio”, significa “luce”. Di fatto, la luce è la linfa che alimenta la vita di ogni uomo, permettendo di distinguere gli oggetti, ponendoli nel contesto del nostro mondo, ma soprattutto è all’origine della nostra relazione con il divino. Non è un caso se nelle varie culture Dio, sia interpretato in termini di luce. La luce è dunque una potente metafora della presenza del divino che irrompe nella storia suscitando stupore e al tempo stesso timore. Se oggi non si parla più di luce in termini di grazia o di gloria secondo le modalità della tradizione cristiana, l’uomo contemporaneo appare però animato da una ricerca di senso che chiede ugualmente di essere illuminata dalla luce, perché la vita non cada nell’oscurità del non senso e nell’opacità dell’indifferenza narcisista. Qual è il senso della vita? Le tante luci che oggi ci circondano, spesso ci abbagliano, ci confondono e ci conducono a una vita di superficie. Ecco l’idea di una notte per ritrovare l’unica Luce che non illude, non abbaglia per toglierci la vista, ma che riverbera nella nostra vita, riscalda il nostro cuore fino a infiammarlo. Una notte per iniziare a mettere in relazione la propria esperienza del vivere con quel desiderio di luce, di verità, di bellezza, di giustizia, di felicità. Da quale luce mi lascio illuminare?».
Ecco allora la scelta di alcune proposte – gratuite e a ingresso libero – che intrecciano la storia delle chiese (con visite guidate) con la riflessione, i momenti meditativi e di spiritualità e l’arte.
Il programma di Padova si articola su quattro declinazioni della “luce”.
– La luce nascosta nella chiesa di San Pietro (in via San Pietro). Alle ore 20.45 visita alla chiesa e alla cappella laterale che custodisce il Compianto su Cristo morto, opera quattrocentesca in terracotta di cui si sta completando il restauro in queste settimane, e alle ore 21.30 performance del coro Caterina Ensemble.
– Verso la luce nella Cattedrale di Santa Maria Assunta, dove viene proposta sia la visita guidata alla chiesa (alle ore 20.30 e alle ore 22, prenotazione tramite www.eventbrite.it/e/biglietti-visite-guidate-al-duomo-di-padova-la-lunga-notte-delle-chiese-62767589550), che il percorso “geometrie sacre”, con un labirinto di luci per immergersi in una camminata meditativa, realizzata sul sagrato del duomo, dalle 21.30 alle 23.30, accompagnati da Sandro Pravisani (experience designer, coach) e don Giulio Osto (teologo).
– La luce nella notte nella chiesa del Corpus Domini (Santa Lucia), in via Santa Lucia già di consueto aperta sulle 24 ore per l’adorazione perpetua. Viene proposta la celebrazione eucaristica alle ore 18 e dalle 21 alle 24 una notte di adorazione con la partecipazione di un gruppo di giovani che lungo le vie e le piazze del centro inviteranno a partecipare.
– Infine la luce dall’alto nella chiesa di San Gaetano, in via Altinate per ammirare le decorazioni e particolari giochi di luce installati per l’occasione. Qui il programma è vario: alle ore 18 a testa in su, laboratorio alla scoperta dell’arte, per bambini dai 7 ai 10 anni a cura di Sphera pedagogica (prenotazione necessaria scrivendo a info@spherapedagogica.it); visite guidate alle ore 20, 21 e 23; mentre dalle ore 22 viene proposta Lume, giochi di luce sulla facciata della chiesa e dell’attiguo centro culturale e sempre alle ore 22, musica al lume di candela con il coro della Nova Symphonia Patavina. Sarà inoltre possibile la mostra: Maria terra del cielo, collettiva di pittura, scultura, fotografia e poesia a cura dell’UCAI (Unione cattolica artisti italiani).
San Pietro apostolo, via San Pietro 125, Padova
Antica abbazia di fondazione imperiale, ricordata dalle fonti fin dal IX secolo, fu
danneggiata durante le incursioni ungare e poi riedificata dal vescovo di Padova
Orso, che la affidò a una comunità di monache benedettine. La chiesa fu
restaurata nel 1480 e poi ancora alla fine del Cinquecento. Nel 1767 fu edificata
la cappella dedicata alla Madonna di Loreto, perfetta riproduzione della Santa
Casa. Pesanti trasformazioni intervennero nell’Ottocento, in seguito alla
soppressione napoleonica del monastero e alla riduzione della chiesa a succursale
della Cattedrale. All’interno, tra le numerose testimonianze di questa lunga storia,
si conservano opere di Palma il Giovane, Dario Varotari, Giacomo Manzoni.
Al suo interno, nella cappella laterale, si sta ultimando il restauro del Compianto
su Cristo morto, opera quattrocentesca in terracotta. Si tratta di un bassorilievo
policromo, affiancato da due figure di dolenti a mezzo rilievo, inserito in un altare
in pietra contro un fondale ad affresco: opera complessa dalla storia ancora in
parte da indagare, una “sacra rappresentazione” di grande forza emozionale, che
secoli di devozione avevano pesantemente oscurato ma che con il restauro sta
nascendo a nuova vita.
Basilica cattedrale di Santa Maria Assunta, piazza Duomo, Padova
Affacciata su piazza Duomo, tra il Palazzo Vescovile e il Battistero, è il principale
luogo di culto cattolico di Padova e sede vescovile della Diocesi omonima
almeno dal IV secolo. Dedicata all’Assunzione di Maria, al suo interno si venerano
i corpi di san Leonino (undicesimo vescovo di Padova, qui portato dopo la
demolizione dell’omonima chiesa in Prato della Valle nell’Ottocento), di san
Daniele e di san Gregorio Barbarigo. Dalla chiesa di San Pietro vi è stata da poco
traslata la reliquia della beata Eustochio. L’edificio attuale, che sostituisce la
precedente cattedrale romanica, è stato costruito a partire dal 1552 su disegno di
Michelangelo Buonarroti e completato nei due secoli successivi, con la
consacrazione da parte del vescovo Carlo Rezzonico nel 1754.
Corpus Domini (Santa Lucia), via Santa Lucia
L’edificio, che compare per la prima volta in un documento riguardante il Sinodo
diocesano del 964, conobbe diverse fasi costruttive fino alla completa
riedificazione tra il 1725 e il 1730 su progetto dell’architetto padovano Girolamo
Frigimelica, in quegli anni impegnato nel cantiere della Cattedrale, forse con la
collaborazione del suo allievo Sante Benato. Al suo interno un’importante
decorazione scultorea di Giovanni Bonazza e del suo figlio Antonio, oltre a opere
di Giambattista Tiepolo, Giacomo Ceruti, Alessandro Varotari. Attualmente è
l’unica chiesa in città ove si pratica l’adorazione eucaristica perpetua.
San Gaetano, via Altinate
La chiesa dei Santi Simone e Giuda (conosciuta più come chiesa di San Gaetano)
è un edificio religioso di origine medievale, quando era chiamata anche San
Francesco Piccolo ed era retta dai padri Umiliati. A questi nel 1571 subentrarono i
padri Teatini che riedificarono la chiesa e l’annesso convento su progetto di
Vincenzo Scamozzi. Nella chiesa si concentra una ricca raccolta di opere d’arte tra
le quali un Cristo deposto attribuito a Bartolomeo Bellano, il Crocifisso di
Agostino Vannini dell’inizio del Seicento, e dipinti di Pietro Damini, Alessandro
Maganza, Pietro Ricchi e il Paradiso affrescato sulla cupola, capolavoro del
francese Guy Louis II Vernansal. L’attiguo convento, dopo le soppressioni
napoleoniche, fu palazzo di giustizia e tribunale, e da alcuni anni è Centro
culturale cittadino, il più grande d’Italia.