La cucina ritrovata
4 Maggio 2012Ci sono dei piatti di cui, per varie ragioni, si sta perdendo la memoria e che sono sempre più difficili da trovare fuori casa: perché costano troppo, perché la materia prima è difficile da reperire o perché il gusto del cliente finale è cambiato e quindi al ristorante preferisce ordinare altro. Non fa eccezione uno dei piatti identitari della tradizione gastronomica della Serenissima: i “risi in cavroman”. Una ricetta dogale, di serenissima memoria, incardinata a pieno tra i piatti popolari tipici della Repubblica del Leone.
I risi in cavroman rappresentano un caso esemplare di meticciato gastronomico, trait d’union tra Oriente ed Occidente, che nasceva castrato (ovicaprino) in Dalmazia e diventava risotto in laguna, con l’aggiunta di spezie asiatiche (cannella, chiodi di garofano) e condimenti padani (burro e parmigiano): piatto unico, perfetta sintesi di opulenza e delicatezza.
Così è descritto questo risotto nel libro La cucina ritrovata, Morellini editore, in diffusione da fine gennaio nelle migliori librerie. Si tratta di uno degli 80 piatti dimenticati della cucina italiana che i recensori de ilmangione.it, primo portale che ha offerto ai clienti dei ristoranti la possibilità di esprimere il giudizio sui locali provati, hanno “riscoperto” in alcuni locali impegnati nella difesa della tradizione gastronomica.
Interverranno alla presentazione:
Eric Sturaro, sindaco di Correzzola;
Andrea Guolo, direttore responsabile de ilmangione.it e curatore del libro;
Pierluigi Parisotto, presidente G.A.L. Antico Dogado;
Mauro Fecchio, assessore all’Ambiente della Provincia di Padova;
Fabrizio Stelluto presidente Argav (associazione stampa agroalimentare del Veneto)