Intorno al torrione Alicorno
29 Ottobre 2015L’assetto odierno dell’area di Santa Croce e del Bassanello, anche se profondamente modificato nel corso dell’Ottocento dallo scavo del canale Scaricatore e dalla riapertura dell’asse viario verso Monselice, si può sostanzialmente ricondurre alla costruzione delle mura veneziane nel primo quarto del XVI secolo.
Riesce difficile immaginarne l’aspetto prima di quell’intervento dirompente, che comportava la deviazione di corsi d’acqua e assi viari e la chiusura in sé stesso di un borgo in precedenza di grande traffico e fervente attività, fra il porto fluviale e l’interno della città. La parallela presenza di una via storicamente fondamentale per Padova come la via Annia e del fiume Bacchiglione ne facevano un punto nodale delle comunicazioni verso l’esterno della città e allo stesso tempo un punto debole dal punto di vista della sicurezza. A proteggerlo si sono perciò succedute, nel corso dei secoli, in particolare dalla prima età comunale, una serie di opere difensive, da semplici terrapieni e palizzate fino alle mura della terza cerchia carrarese, che inglobava il borgo nella città murata. E proprio qui sorgeva la porta più munita della città, quasi un castello, come viene raffigurata nelle mappe quattrocentesche di Annibale Maggi e Francesco Squarcione, con una sorta di mastio esagonale all’interno del doppio recinto. Resti delle mura e della porta sono riaffiorati in anni passati in occasione di scavi d’emergenza, come quelli condotti da G.B. Frescura nei primi anni Ottanta del Novecento.
Studioso di ceramica medievale e moderna, con un gran numero di pubblicazioni sull’argomento al suo attivo, fra le quali i cataloghi delle ceramiche dei Musei Civici di Padova e di Rovigo, Michelangelo Munarini si occupa anche di archeologia medievale e di studi storici. È attualmente ispettore onorario della Soprintendenza Archeologia del Veneto.