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  02/06/2019            16:00   18:00
In Fiera Campionaria Marcello Veneziani racconta 1919

In Fiera Campionaria Marcello Veneziani racconta 1919


Il Teatro Stabile del Veneto festeggia i 100 anni della prima campionaria in Italia con un’anteprima della Stagione 19/20


In occasione del centesimo compleanno della Fiera Campionaria di Padova il Teatro Stabile del Veneto partecipa ai festeggiamenti della prima campionaria in Italia portando sul palcoscenico della Fiera Marcello Veneziani con 1919.

Alle ore 16.00 sul palco de Padiglione Sceniko (11) in una conferenza che è anche l’anteprima dello spettacolo che il 2 novembre aprirà la stagione 2019/2020 del Teatro Verdi, il giornalista e scrittore racconta il 1919, anno memorabile che intreccia fili narrativi di colore diverso: dagli eventi principali, tra fascismo, comunismo, popolari e lo scenario di un mondo radicalmente mutato in seguito al declino europeo e all’ascesa di USA e URSS, a quelli locali come l’impresa di Fiume, un microcosmo simbolico e vitale che riassume gli eventi in versione eroica, erotica e letteraria. Un anno fondamentale per la storia del secolo scorso: dal Nuovo Ordine Mondiale uscito a Versailles alla nascita del Fascismo rivoluzionario, dalla fondazione dell’Italo-Comunismo sull’onda di Mosca alla nascita del Partito Popolare, dalla svolta della storia d’Italia nella storia del mondo a una specie di Isola e di Laboratorio, separata dal mondo.

Al termine della conferenza, alle ore 18.00 si terrà il Concerto del Coro di clarinetti del Conservatorio Pollini di Padova diretto dal M° Luca Lucchetta.

Marcello Veneziani

Giornalista, scrittore, filosofo, Marcello Veneziani è nato a Bisceglie e vive tra Roma e Talamone. Proviene da studi filosofici. Ha fondato e diretto riviste, ha scritto su vari quotidiani e settimanali. È stato commentatore della Rai.

Si è occupato di filosofia politica scrivendo vari saggi tra i quali La rivoluzione conservatrice in Italia, Processo all’Occidente, Comunitari o liberal, Di Padre in figlio, Elogio della Tradizione, La cultura della destra e La sconfitta delle idee (editi da Laterza), I vinti, Rovesciare il 68, Dio, Patria e Famiglia, Dopo il declino (editi da Mondadori), Lettere agli italiani.

È poi passato a temi esistenziali pubblicando saggi filosofici e letterari come Vita natural durante dedicato a Plotino e La sposa invisibile, e ancora con Mondadori Il segreto del viandante e Amor fati, Vivere non basta, Anima e corpo e Ritorno a sud. Dopo Lettera agli italiani (2015) ha pubblicato di recente Alla luce del Mito e Imperdonabili, tutti con Marsilio, e Tramonti (Giubilei Regnani).

Coro di clarinetti del conservatorio C. Pollini di Padova

Questo tipo di formazione strumentale, che si definisce “Coro”, trova la sua radice storica nella tradizione musicale di fine Settecento, con Mozart, Salieri e Pleyel, per citare alcuni grandi compositori che prestarono attenzione alle particolarissime sonorità che un insieme di clarinetti può offrire. Il coro di clarinetti vero e proprio si definisce nell’Ottocento per opera del belga Gustav Poncelet, che per primo riunì tutti i componenti della numerosa famiglia dei clarinetti. L’intento era quello di ricreare l’impasto sonoro tipico del coro di voci, in quanto il Clarinetto viene definito uno strumento molto vicino alla voce mana. In Inghilterra e in America, si svilupparono diversi ensemble ad opera di diversi clarinettisti europei, anche italiani. Per citarne uno, Samuel Bellison, che fondò un Coro di Clarinetti composto da 50 elementi; più recentemente Piet Jeegers (Belgio) e John de Beer (Olanda) sono eminenti musicisti che curano l’affermazione di rinomati ensemble. La versatilità dello strumento fa sì che il repertorio possa muoversi liberamente in periodi storici e generi musicali molto distanti tra loro; si spazia, infatti, da J. S. Bach alle colonne sonore dei più celebri cartoni animati, a brani di W.A. Mozart o ancora di Ennio Morricone, che richiedono al gruppo un certo impegno tecnico e un maggior “ascolto dell’altro” passando in fine da jazzisti come Glenn Miller e Paul Desmond. Il programma di questo concerto prevede l’esecuzione di brani noti e orecchiabili e per questo idonei a trasmettere a un vasto pubblico tutte le potenzialità timbriche ed espressive della famiglia strumentale dei clarinetti. Il Coro di Clarinetti del Conservatorio C. Pollini è diretto dal M° Luca Lucchetta.

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