Il maestro del Gaibana
25 Settembre 2016Il libro. L’Italia del Duecento vede sorgere artisti d’eccezione impegnati in un radicale rinnovamento del linguaggio pittorico, come Giunta, Cavallini, Cimabue, Duccio, Giotto… Tra gli esponenti di questa stagione fondamentale necessita ormai di una piena riscoperta il cosiddetto Maestro del Gaibana, pittore veneto su pergamena e su tavola, ma forse anche frescante. A differenza di altri seppe esportare in ambito nord europeo un linguaggio artistico misto di gotico e bizantino apprezzabile in codici illustrati in area oltralpina e oggi conservati in prestigiose biblioteche. Rimangono a Padova il capolavoro che dell’artista diede il nome, cioè il lussuoso Epistolario scritto nel 1259 per la cattedrale, un altro codice da poco a lui attribuito e alcune pitture murali della sua scuola.
Quali furono le componenti del suo stile? Quali le occasioni del suo trasferimento nell’area di Salisburgo e Breslavia? Quali gli eredi del suo linguaggio formale? A questi e a molti altri interrogativi si tenta appunto di dare risposta…