Il cielo di Galileo

6 Agosto 2017 By Elena Bottin

Uno degli eventi più significativi di quel fenomeno culturale noto come “Rivoluzione scientifica” fu sicuramente il passaggio concettuale dal sistema cosmologico geocentrico e geostatico, maturato da Aristotele (384-322 a.C.) ed elaborato da Claudio Tolomeo (ca. 100-178 d.C.), a quello eliocentrico (o con maggior tecnicismo geocinetico) introdotto da Nicolò Copernico (1473-1543) partendo da alcune intuizioni di pensatori dell’antica Grecia.
Le tappe che portarono all’affermazione di quest’ultimo modello di Cosmo, con il Sole al centro, furono molteplici e difficili e videro contrapporsi diversi intellettuali, scienziati, filosofi e pensatori. Nell’ambito di questo fenomeno rivoluzionario furono determinanti le prime osservazioni dei corpi celesti condotte da Galileo tramite l’utilizzo del cannocchiale.
La concezione cosmologica eliocentrica ipotizzata da Copernico e avvalorata dalle “risposte pratiche” di Galilei scardinò una visione del mondo inveterata ed accettata da 1500 anni: Copernico e Galilei tolsero alla Terra, ed in senso lato anche all’uomo, il primato di centralità e unicità nell’universo.