Due ricette per i mille mali del Sud
11 Marzo 2014Nel 1922 Gaetano Salvemini nei “Problemi educativi e sociali d’Italia” scriveva «I governi italiani per avere i voti del Sud concessero i pieni poteri alla piccola borghesia, delinquente e putrefatta, spiantata, imbestialita, cacciatrice d’impieghi e di favori personali, ostile a qualunque iniziativa potesse condurre una vita meno ignobile e più umana» e amaramente chiosava «La peggiore classe dirigente del nord si è alleata con la peggiore classe dirigente del Sud».
Oggi, similmente ai cahiers de doléances, i libri di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo rappresentano in cifre e mostruosità il clima civile, politico e sociale del nostro paese. Nel 2013 Stella e Rizzo hanno pubblicato per i Fuochi di Feltrinelli “Se muore il Sud” che attraverso la metafora della Concordia e di due uomini del Sud, il Capitano dello sciagurato “inchino” e l’Ufficiale a terra che gli ordina di tornare a bordo, fotografano le due facce del Meridione: la sciatteria e il senso del dovere, la Campania felix e la terra dei fuochi, i cantieri mai chiusi e i tesori inenarrabili. Tra questi due Sud esiste un Nord, non meno diverso: estremamente produttivo ma che scarica veleni nella terra più fertile del mondo, finanziariamente pulsante e che al contempo ospita, alimenta e pulisce i capitali riciclati. Già ma come se ne esce? Stella e Rizzo una risposta ce l’avrebbero: ripartire proprio dal Sud, quello virtuoso, capace a Grottaglie-Monteiasi (TA) di costruire il Boing 787, il più tecnologico aereo del mondo.
Da una diversa angolazione vede invece la questione meridionale Carlo Borgomeo autore del libro “L’equivoco del Sud” edito nei Saggi Tascabili Laterza sempre nel 2013. Borgomeo sostiene che sbagliato è il paradigma che impone al Sud di inseguire il Nord in termini di livello di reddito. Per ripartire veramente, sostiene Borgomeo, bisogna essere consapevoli che il Meridione non è solo più povero a livello finanziario, è lontano per diritti di cittadinanza negati, per scuole carenti, servizi sociali inesistenti, mancanza di cultura della legalità. Il vero riscatto parte da una ritrovata coesione sociale, premessa non effetto dello sviluppo.