Doppio appuntamento per “Da giovani promesse”

30 Maggio 2017 By Elena Bottin

Sono quattro gli ospiti che, martedì 30 maggio, dialogano per il pubblico di “Da giovani promesse”, il festival letterario dell’Ufficio Progetto Giovani, giunto alla sesta giornata di programmazione.
Gli ospiti si presentano in due appuntamenti realizzati con la partecipazione di due main partner della rassegna, l’Università degli Studi di Padova e gli Amici dell’Orchestra di Padova e del Veneto.
Si inizia alle 17:00, in Sala da pranzo del Rettorato, al Bo, dove gli allestimenti di Gio Ponti accolgono Massimiliano Virgilio e Tommaso Giagni che – con la moderazione di Emmanuela Carbé ed Enrico Zucchi – affrontano il tema letterario del padre con la presentazione dei rispettivi ultimi lavori editoriali, “L’americano” (Rizzoli) e “Prima di perderti” (Einaudi).
Alle 19:00, il festival si sposta nel cortile della Casa della Rampa dei Carraresi. Qui, gli autori Mario Coppola e Nicola Barilli presentano i libri “In cima al mondo, in fondo al cuore”, pubblicato da Giunti e “Italia in autunno” della collana I chiodi curata da Matteo Marchesini per Pendragon.
Tutti gli incontri sono ad accesso libero e gratuito. I dettagli e gli aggiornamenti sono disponibili su www.progettogiovani.pd.it.

Sala da pranzo, Bo – 17:00 – MASSIMILIANO VIRGILIO E TOMMASO GIAGNI
Massimiliano Virgilio è nato nel 1979 a Napoli. Ha pubblicato “Più male che altro” (Rizzoli, 2008), “Porno ogni giorno” (Laterza, 2009) e ha curato l’antologia “Scrittori Fantasma” (Elliot, 2013). Collabora, tra gli altri, con “il Mattino”. Scrive per il cinema e il teatro, è redattore e una delle voci della trasmissione Zazà su Rai Radio 3.
L’americano. Confinato nel nulla della campagna beneventana, un uomo trascina un corpo vicino alla riva di un fiume. È un prigioniero della camorra, guardiano di un cimitero invisibile in cui seppellisce cadaveri di sconosciuti che hanno pagato con la vita la loro disobbedienza. Fino a quando, un giorno, riconosce gli occhi di un malcapitato, che per la prima volta gli viene portato vivo. Mentre scava in quel deserto per preparargli la fossa, le sue ultime parole – «Raccontaglielo, sopravvivi e raccontaglielo» – non gli danno tregua e con loro affiorano i ricordi sfocati di un tempo che gli sembra lontanissimo. In una strada di Napoli, uno scugnizzo calcia un pallone con la ferocia di un cane da combattimento. Un altro ragazzino lo fissa affascinato. Basta un attimo per far divampare l’amicizia. Ma i mondi da cui provengono sono troppo distanti per unirli davvero. Leo, “l’americano” – se non hai un soprannome, nel quartiere non sei nessuno – è figlio di un camorrista; il padre di Marcello, invece, è un impiegato al Banco di Napoli, che fa di tutto per allontanarli. Così le loro strade si separano, ma quel legame è talmente indissolubile che il passato torna a presentare il conto dopo anni.
Massimiliano Virgilio disegna un ritratto impetuoso dell’ultimo trentennio italiano, in cui la violenza e le passioni si scontrano con il desiderio più intimo di trovare il proprio posto in un mondo che non si è scelto. Questo è un libro inaspettato, il romanzo rivelatore di cosa significhi sentirsi smarriti. Ma è anche la grande storia di chi si ritrova.

Tommaso Giagni è nato a Roma, nel 1985. Ha partecipato a varie antologie, tra cui: “Voi siete qui” (minimum fax 2007), “Il lavoro e i giorni” (Ediesse 2008), “Ogni maledetta domenica” (minimum fax 2010). Per Einaudi ha pubblicato “L’estraneo” (2012) e “Prima di perderti” (2016).
Prima di perderti. Giuseppe si è ucciso gettandosi dal balcone. C’era da aspettarselo da un frustrato, uno che, dopo le utopie giovanili, si era adagiato a vivere all’ombra del suo ambiente, pur di goderne i privilegi. Così almeno la pensa Fausto, il figlio. Un trentenne brillante e di successo, che disprezza lo stile di vita della propria famiglia. Fausto decide di disperdere le ceneri del padre alla periferia di Roma, ma quando versa il contenuto dell’urna se lo ritrova davanti, riapparso come il fantasma dell’Amleto. Giuseppe non vuole vendetta, è lì per una sfida a duello con il figlio. Questa è l’ultima occasione che i due hanno per parlarsi davvero, per dirsi tutto ciò che pensano l’uno dell’altro. Con durezza e lealtà. E con amore. Dopo il suo romanzo d’esordio, che lo ha fatto conoscere come una delle giovani voci più promettenti della narrativa italiana, Tommaso Giagni racconta con una scrittura profondamente realistica l’allucinazione che è al cuore della nostra più ordinaria quotidianità.

Casa della Rampa – 19:00 – MARIO COPPOLA E NICOLA BARILLI
Mario Coppola è architetto, designer e professore a contratto di Composizione Architettonica presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II. Nato e cresciuto tra Napoli e Punta Licosa, ha conseguito un master al Politecnico di Milano e lavorato nello studio Zaha Hadid Architects di Londra su numerosi progetti in diversi periodi (per la prima volta a ventitré anni, da studente). Nel 2010 ha lasciato definitivamente lo studio Hadid ed è tornato a Napoli, dove ha sviluppato una ricerca sulla fusione tra design, architettura e ambiente e ha fondato Ecosistema studio per realizzare progetti volti a una simbiosi tra persona e biosfera. Nel 2014 ha concluso un dottorato di ricerca in progettazione e, nel 2015, ha pubblicato “Architettura PostDecostruttivista” (D editore) leggendo l’architettura contemporanea attraverso la teoria della complessità.
In cima al mondo, in fondo al cuore. Un giovane architetto precario e ambizioso, tra Napoli e Londra, la carriera e l’amore. Il romanzo generazionale di Mario Coppola che dà voce ai sogni e alle paure di tanti ragazzi italiani che devono cercare fortuna all’estero – ma anche la parabola senza tempo di un ragazzo che cerca con coraggio il suo posto nel mondo.
Michelangelo è un ragazzo creativo e tremendamente competitivo, studia con passione architettura a Napoli e ha un sogno: entrare nello star system internazionale, il jet-set delle riviste patinate su cui sogna a occhi aperti. Ama profondamente la sua città e il suo parco organico ai Ponti Rossi, ha una ragazza e una famiglia che ama eppure è disposto a rinunciare a tutto pur di scalare la vetta del successo. Trovare un lavoro decente nel sud Italia è quasi impossibile, ma non è per questo che Michelangelo vuole andar via: lui vuole arrivare in cima al mondo, diventare come Zaha Hadid, l’archistar che ha cambiato l’immaginario collettivo con i suoi progetti rivoluzionari. Così si lascia alle spalle luoghi, amore e amici e taglia in anticipo tutti i traguardi fino a ritrovarsi, ancora studente, nello studio più famoso del mondo. Nella velocità della corsa, però, rischia di perdere tutto ciò che ha – compreso l’amore… I giorni passano, le soddisfazioni e i soldi non mancano ma qualcosa non torna, come se lontano da casa e dagli affetti persino la gloria fosse inutile. Nella frenetica e brillante city Michelangelo si accorge di avere delle radici penzoloni, scopre la solitudine e la malinconia fino a chiedersi se, malgrado l’Italia del precariato e la Napoli della spazzatura, il successo all’estero possa dare davvero la felicità.

Nicola Barilli nasce a Bologna il primo gennaio 1977. Dopo una laurea in lettere e un periodo di lavoro a Berlino, fa un dottorato in Letterature comparate. Nel 2008 fonda assieme ad altri lo studio editoriale Scribedit. Suoi testi narrativi sono apparsi su Nuovi Argomenti, Argo, Rassegna Sindacale. Da sempre affianca la musica alla scrittura: “Dopo Schabowski” è il suo progetto attuale. “Italia in autunno” (Pendragon , 2016) è il suo primo romanzo.
Italia in autunno. Bologna, Italia. Seconda metà degli anni zero. Berlusconi regna incontrastato. Chi si affaccia alla vita adulta trova davanti a sé solo parole come “crisi”, “declino”, “emigrazione”. Dopo un periodo passato a Berlino, Andrea Montini – soprannominato Cinquecento da sua madre in onore di due grandi eccellenze italiane, il Rinascimento e l’omonima automobile – sta finendo senza molta convinzione un dottorato sul tema del “forno” nella cultura tedesca. La fidanzata, i genitori, un amico enigmaticamente scomparso alla soglia dei vent’anni: attorno a lui vortica un mondo piccolo ma implacabile nella richiesta di impegno, di serietà, di progetto, e Andrea Montini ci prova ad assecondarlo, il mondo, ma gli esiti sono quasi sempre grotteschi – quando non tragici… Sì, perché “Italia in autunno” è un romanzo che fa ridere e piangere allo stesso tempo, e ne contiene molti altri dentro di sé: è la storia della crisi italiana degli ultimi quindici anni e di una stabilità impossibile; è una storia d’amore e di disamore; è la storia di una fascinazione per l’estero che permette di capire l’Italia e l’italianità; è il racconto, straniato da una prospettiva inusuale, di una certa Bologna e di una certa Emilia; è il romanzo di formazione di un’epoca in cui non si cresce più.