Convegno internazionale sulla Ceroplatsica

6 Giugno 2019 By Elena Bottin

L’Università di Padova organizza la seconda edizione del Convegno Internazionale sulla Ceroplastica. Il convegno segue quello tenutosi nel settembre 2017 al Gordon Museum of Pathology del Kings College di Londra in collaborazione con The Worshipful Company of Wax Chandlers e Madame Tussauds. Gli studi su questa importante arte tornano così in Italia dopo più di quarant’anni, dal Congresso che si tenne a Firenze nel 1975.

Il Convegno si articola in due giornate di studio dedicate alla storia, alla conservazione, al restauro e alla tecnica di quest’arte antica, tornata recentemente in auge. L’evento è organizzato dall’Università di Padova, con il patrocinio del CAM – Centro di Ateneo per i Musei, dell’Accademia di Belle Arti di Venezia e dell’Associazione Nazionale Musei Scientifici (ANMS).

Domani, venerdì 7 giugno, alle ore 9.30 in Archivio Antico di Palazzo Bo in via VIII febbraio 2 a Padova dopo i saluti istituzionali, aprirà i lavori del primo giorno di convegno W. Edwards del Gordon Museum of pathology – Kings College di Londra. Il secondo giorno la conferenza si sposterà in “Aula Cagnetto” e “Aula Falloppio”, Dipartimento di Scienze Cardio-Toracico-Vascolari e di Sanità Pubblica, Università degli Studi di Padova.

“Di origini antichissime, l’arte della ceroplastica è stata riscoperta nel III – IV secolo in Italia con il culto degli oggetti votivi” – racconta Roberta Ballestriero, presidente del Convegno, che ha dedicato gli ultimi 23 anni allo studio dell’arte ceroplastica – “ed è ancora in Italia che i primi modelli anatomici e le collezioni scientifiche nacquero e si svilupparono durante il XVIII secolo. Padova è quindi il luogo ideale per continuare a esplorare diversi aspetti di questa arte, sia dal punto di vista religioso, sia da quello laico e scientifico”.

La ceroplastica

La ceroplastica, l’antica arte di lavorare la cera, venne usata a lungo in ambito funerario, devozionale e ritrattistico, nei secoli XVIII e XIX fu largamente impiegata anche per la riproduzione a scopo didattico di modelli anatomici, zoologici e botanici. Tra il XVII e il XVIII secolo, la scuola ceroplastica italiana divenne celebre per le sue rappresentazioni, soprattutto in ambito anatomico, poiché le caratteristiche di questo materiale permettevano una realistica rappresentazione del corpo umano e delle sue degenerazioni patologiche. Tra i più importanti artisti ricordiamo Gaetano Zumbo, Ercole Lelli e i coniugi Manzolini. Dal 1771 fino a tutto il XIX secolo, un contributo importante alla riproduzione di modelli didattici lo diede l’Officina ceroplastica fiorentina, fondata per volere del Granduca Leopoldo II d’Asburgo-Lorena sotto la direzione di Felice Fontana; all’abilità di valenti ceroplasti, come il più noto Clemente Susini, si deve la consistente collezione ceroplastica conservata al Museo della Specola di Firenze, che rendono ancora oggi la città toscana la capitale di quest’arte. Nella seconda metà del XIX secolo splendide opere in cera furono realizzate da Medardo Rosso.

Il Convegno vedrà la partecipazione di molti esperti internazionali provenienti da: Londra (Gordon Museum, Kings College) e Oxford (Ruskin School of Art, Oxford University); da Berlino (Berliner Medizinhistorisches Museum der Charité); da Barcellona (Museu d’Historia de la Medicina de Catalunya, Università di Barcelona) e Madrid (Museo Olavide), da Amsterdam (Vrolik Museum) da Vienna (Kunstkammer & Schatzkammer, Kunsthistorisches Museum) da Monaco, Città del Messico, Adelaide, Venezia, Firenze, Parma e Padova.

Durante il Convegno si potrà assistere a due diverse dimostrazioni di ceroplastica: una anatomopatologica con la scultrice inglese Eleanor Crook; l’altra artistico-devozionale con il maestro artigiano messicano Marco Antonio Miranda Razo.