Autonomia della biologia ed evoluzione della mente

10 Febbraio 2014 By Elena Bottin

Già dall’anno successivo la morte, Charles Darwin fu commemorato nel giorno del suo compleanno, il 12 febbraio, da tutto il mondo accademico anglosassone. L’Italia, solo da pochi anni, partecipa al Darwin Day, giornata in cui attraverso conferenze, dibattiti e incontri si ricorda la figura del grande evoluzionista.
Eppure il mondo scientifico italiano non fu affatto sordo alle istanze rivoluzionarie di Darwin: Giovanni Canestrini, già professore di zoologia, anatomia comparata e fisiologia generale all’Università di Padova, ebbe un ruolo fondamentale nell’introduzione in Italia delle teorie di Darwin sull’evoluzione, traducendo le sue opere e diffondendo il suo pensiero.
Ma restringere l’influenza dell’Origine della Specie al solo ambito biologico appare riduttivo, tutti i campi vengono “contaminati” dalla nuova teoria: dalla filosofia all’antropologia, dalla sociologia alla teologia. Il Positivismo contrapponendo ciò che è reale, concreto e sperimentale a ciò che è astratto diventa “la filosofia” del secolo dell’industrializzazione. E anche l’Italia con Tito Vignoli, che si autodefinì “il più positivo dei positivisti”, riesce a contribuire culturalmente alla propagazione delle nuove idee.
«In occasione del Darwin Day 2014» dice Telmo Pievani «raccontiamo le storie di due darwiniani particolari, immersi nel clima positivista della seconda metà dell’Ottocento: l’antropologo italiano Tito Vignoli, fra i primi studiosi di psicologia animale comparata, e il geniale filosofo pragmatista americano Chauncey Wright, poi scomparso giovanissimo, che intrattenne con Darwin una proficua corrispondenza, soprattutto sul tema dell’evoluzione della mente. Entrambi avevano a cuore l’autonomia della biologia come disciplina capace di cambiare la visione che l’uomo ha di se stesso».