Se cento giorni di Monti vi sembran pochi…
30 Maggio 2012
Introduzione: Francesco Mutignani: presidente dell’Associazione Culturale Balbino del Nunzio
Interventi: Vincenzo Pace: docente di Sociologia generale e Sociologia della religione all’Università di Padova;
Luciano Vasapollo: docente di Economia all’Università “La Sapienza” di Roma, direttore Cestes-Proteo; Paolo Graziano: insegnante e giornalista.
Recitazione di brani scelti a cura di Filippo Crispo.
Il libro: Se cento giorni di Monti vi sembran pochi… (Jaca ook, 2012) è un libro divertente e amaro allo stesso tempo. Il “Pasquino” del pamphlet è un impiegato della Presidenza del Consiglio dei ministri che racconta il cambio di governo tra Berlusconi e Monti e segue, con i colleghi, i passi del nuovo esecutivo. A raccontare le proprie ansie per il futuro è lo stesso “Pasquino”, una intelligenza collettiva che fa capo al centro studi Cestes-Proteo diretto da Luciano Vasapollo, attraverso un lavoro condotto da Paolo Graziano e Rita Martufi. “Pasquino” è la voce del popolo in una critica politico-culturale da sinistra, quella di base e di alternativa. L’ottimista “Pasquino” è sempre più preoccupato per la piega che prendono gli eventi, e per le loro ricadute sul lavoro e sulla vita della gente. Da sostenitore d’ufficio di un governo di professori si trasforma in un prudente e poi deciso critico, solidale con chi smaschera situazioni che gravano sulle condizioni dei più deboli. Il tutto si svolge tra le chiacchiere con i colleghi, ma con uno sguardo attento al Paese e a chi, in esso, si dimostra più cosciente. Ciò che viene preso maggiormente in considerazione è l’operato economico del governo, con le pesanti conseguenze per alcune categorie di cittadini. Tuttavia, la lettura di un altro volumetto, citato alla fine del pamphlet, e che è circolato tra gli impiegati dell’ufficio di Presidenza, mostra come quanto accade non sia senza via d’uscita.