Rossi del Trentino e dell’Alto Adige

12 Gennaio 2015 By Valentina

Il Trentino vanta una variabilità di condizioni ambientali e climatiche. Queste combinazioni offrono ai vignaioli la possibilità di produrre diversi vini. Tra gli autoctoni il più conosciuto è il Teroldego Rotaliano che abbonda nel terreno alluvionale della Piana rotaliana tra le sponde del fiume Adige e del torrente Noce. In degustazione anche il Groppello di Revò di Zadra proveniente dal vigneto El Zeremia di oltre 120 anni, sopravvissuto alla filossera, franco di piede con pendenze medie del 50%, l’Enantio vitigno storico parente del lambrusco, uva Casetta, Negrara, Pavana Valsugana e Rossara.
Anche in Alto Adige, grazie a terroir eterogenei, si coltivano vitigni diversi. Oltre agli autoctoni Schiava e Lagrein, da 150 anni si coltivano diffusamente anche varietà internazionali più classiche, come il Pinot nero (in degustazione lunedì 9 febbraio), il Merlot, il Cabernet sauvignon e il Cabernet franc. Quasi il 42 percento della superficie viticola altoatesina è coltivata a uve rosse.
Al banco di degustazione Nicola Frasson del Gambero Rosso.

In degustazione:
Trentino
San Leonardo ’08 – Tenute San Leonardo
Foradori (Teroldego) ‘12 – Elisabetta Foradori
Teroldego Rotaliano ’12 – Fedrizzi
Marzemino Vigneto Capitello ’13 – Vallarom
Pavana Valsugana ’13 – Francesco Poli
Enantio “Foglia frastagliata” – Vallarom
Rossara “legiare” ’12 – Zeni
Negrara ’11 – Pravis
Gropello di Revò ’11 – Augusto Zadra
Casetta “Foja tonda” ’11 – Armani

Alto Adige
Vernathsch Baslan ’12 (Schiava) – Kränzelhof
St. Magdalener Classico ’13 – Griesbauerhof
Zweigelt ’13 – Radoar
Lagrein ’13 – Castel Sallegg
Lagrein ’12 – Brunnenhof Mazzon
Lagrein Riserva Taber ’10 – Cantina Bolzano