Lunchbox

13 Agosto 2014 By Redazione

Ila, una casalinga di Mumbai appassionata di cucina, spera di ridare un po’ di vitalità al suo matrimonio con ricette saporite e speziate. Ma il lunchbox, ovvero lo scaldavivande con le pietanze che prepara amorevolmente ogni giorno per il marito, finisce a sua insaputa sulla scrivania di Saajan, un modesto impiegato vedovo e vicino al pensionamento… Una toccante fiaba metropolitana diretta da un esordiente indiano che ha conquistato il pubblico dei festival di mezzo mondo, facendo incetta di premi. “Un film delizioso che tocca il cuore”, ha scritto Variety: “Lunchbox” è infatti una commedia agrodolce, venata di un sottile umorismo e sorretta da un gruppo di attori davvero bravissimi. Un film delicato e gustoso, proprio come i manicaretti che fanno da motore a questa storia d’amore e di riscatto.

I dabbawala o dabbawalla (da “dabba”, un tipico contenitore (solitamente di acciaio) per il cibo d’asporto composto da più scodelle messe una sull’altra e tenute insieme da un gancio metallico, e “wala”, fattorino) sono una comunità di circa 5.000 persone che ogni mattina, a Mumbai, raccolgono più di 200.000 pranzi fatti in casa o nei ristoranti appositi, per poi consegnarli ancora caldi ai lavoratori, all’ora di pranzo. Entro le 2 del pomeriggio, poi, tutti i porta-pranzo sono raccolti e riportati ai mittenti. I dabbawalla trasportando dai 30 ai 40 pasti (che raggiungono in media 70 kg) caricati su una lunga struttura in legno, consegnandoli in un raggio di 70 km. Si spostano a piedi, con biciclette, carretti, o in treno. La celebre università statunitense di Harvard ne ha studiato il funzionamento, stimando un margine di errore irrisorio: circa uno ogni 6 milioni di consegne.

Lunchbox è un film indiano del 2013 scritto e diretto da Ritesh Batra