La Pittrice e il Ladro

1 Novembre 2021 By Valentina

Storia apparentemente improbabile, “La pittrice e il ladro” affonda le proprie radici in quanto realmente accaduto a Karl-Bertil Nordland (il Ladro) e Barbora Kysilkova (la Pittrice). Il regista norvegese Benjamin Ree racconta la loro insolita storia utilizzando una struttura narrativa di grande tensione, tra flashback e anticipazioni, cambi di punti di vista, per offrire allo spettatore ciò che è accaduto anche nell’intimo dei due protagonisti.

Il documentario è stato premiato al Sundance Film Festival 2020 per lo storytelling creativo e al London Film Festival 2020 come Miglior Film Documentario. Presentato in anteprima italiana al Festival Le Voci dell’Inchiesta di Pordenone, è in arrivo nelle sale italiane il 2, 3, 4 novembre con Wanted Cinema.

Nel Triveneto il film è in programma nelle seguenti città: Belluno al cinema Italia (www.cinemaitaliabelluno.it/), a Padova al Multisala Pio X (multisalampx.it/), a Pordenone al Cinema Zero (cinemazero.it/), a Trento al Cinema Astra (www.cinemaastratrento.it/), a Treviso al Cinema Edera (www.cinemaedera.it/) e a Vicenza al cinema Odeon (odeonline.it/).

Sinossi
Derubata di due suoi dipinti esposti in una galleria di Oslo, dopo la cattura di uno dei ladri ma nessuna traccia della refurtiva, l’artista iperrealista Barbora è alla disperata ricerca di risposte. Così al processo decide di parlare direttamente con Karl, il ladro che glieli ha sottratti . Da qui la nascita di un rapporto insolito, tra fascinazione estetica e umana comprensione, che sfocerà in amicizia e collaborazione anche artistica.

Ree ha seguito i suoi soggetti per quasi 3 anni, dal 2015 al 2017, periodo durante il quale non sono mancati i colpi di scena. A pochi mesi dall’inizio delle riprese, Karl, consumatore assiduo di droghe, è rimasto coinvolto in un incidente d’auto che lo ha lasciato quasi paralizzato. La sua vita di tossicodipendenza, crimine, condanne, affascina Barbora al punto da volerla rappresentare su tela: Credo- afferma l’artista – che ogni dipinto che realizzo mi porti un passo o qualche passo più avanti in ciò che cerco, che è l’umanità, non necessariamente nella sua prospettiva più felice. La gioia più profonda a volte arriva attraverso cose meno positive o meno felici. In questo senso, Karl-Bertil è un pozzo infinito di ispirazione.

Sono sempre stato affascinato dai ladri di opere d’arte – ha spiegato il regista – Chi sono? Come scelgono i quadri? Lo fanno per soldi o amore per l’arte? Nel 2015 mi sono imbattuto nella storia di un furto d’arte alla Galleria Nobel in Oslo. Erano stati rubati due dipinti di un’artista poco conosciuta ed entrambi i responsabili erano stati condannati a 75 giorni di prigione. La cosa che mi ha stupito è stato sapere che l’artista aveva chiesto a uno dei ladri se poteva fargli un ritratto. Ho contattato Barbora per saperne di più. Quando ho cominciato a girare il documentario, non sapevo che i due sarebbero diventati grandi amici. A dire il vero, non sapevo neanche come sarebbe andata a finire la storia. Mi sono affidato alla curiosità, al fato e alla fine il film non parlava più di un furto d’arte, ma di una complessa e insolita amicizia.