In nome del pap’occhio

12 Marzo 2013 By francesca delpozzo

Ore 20,30.   Il pap’occhio, del 1980 è il film d’esordio come regista per R. Arbore. Il Papa convoca Arbore e lo incarica di mettere in scena “Gaudium Magnum”, show musicale per la TV vaticana. Durante le prove le gag si susseguono spudoratamente con sgangherata frenesia finché interviene il Padreterno che manda tutto a catafascio e con una sfera di ferro fa precipitare tutti nelle viscere della Terra. “Pap’occhio” come occhio del papa, ma anche come pastrocchio. Sull’onda del programma tv pomeridiano “L’altra domenica” (1976-79), animato da strani personaggi un po’ filosofi e un po’ cialtroni, Arbore propone un film sgangherato, goliardico, divertente e molto improvvisato sul set con Abatantuono esordiente, la Melato e Scorsese con musiche jazz e gospel. Pur avendo successo, fu sequestrato per vilipendo della religione di Stato e dissequestrato nel 1982.

Ore 22,15  In nome del papa re di Luigi Magni, è ambientato nella Roma pontificia del 1867, sconvolta da un attentato dinamitardo i cui mandanti vengono catturati. Tra questi viene accusato Cesare, figlio di una contessa che per salvarlo si rivolge a monsignor Colombo da Priverno a cui svela di essere il padre del ragazzo. Essendo riuscito a favorire il presunto figlio Colombo tenta di proteggere anche gli altri attentatori invano, ricevendo dei rimproveri dal papa. Dopo una serie di periperizie Colombo inizierà a provare risentimento verso l’apparato della Chiesa. Il film descrive la decrepitezza del potere temporale e delle sue leggi nella Roma papalina.