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Dal 5 al 7 giugno ad Urbana   
Festival delle Basse

Festival delle Basse


Prima edizione di un festival culturale che vuole promuovere i luoghi della Bassa Padovana e allo stesso tempo riscoprire il ricchissimo patrimonio artistico, storico e agro-alimentare di queste aree.


Da venerdì 5 a domenica 7 giugno nell’ex Monastero di San Salvaro a Urbana, nell’estremo sud della provincia padovana, si terrà il “Festival delle Basse”, un progetto fortemente voluto da un gruppo di amministratori e abitanti del territorio per rilanciare la cultura e il gusto nelle “terre delle acque”. La sede della manifestazione, un edificio del XI secolo d.C. ricco di storia che attualmente ospita il Museo delle Antiche Vie, si trova esattamente nella campagna ancora incontaminata tra i Colli Euganei e il fiume Adige, terra attraversata da una fitta rete di corsi d’acqua.
«Questa manifestazione – afferma Vincenzo Gottardo – è importante perché mira a “fare rete” tra le diverse amministrazioni, unendo addirittura tre province diverse, con l’obiettivo finale della riscoperta del territorio e della valorizzazione delle tradizioni. Ciò contribuisce a darci un’identità, a renderci protagonisti». Elisa Venturini, assessore al Turismo, paragona l’azione del festival a quello di una “scossa”, una vera e propria “sferzata” di novità in un’area turistica lontana dalla ribalta. «Non ci rendiamo conto della fortuna che abbiamo qui in provincia di Padova ad avere bellezze tali – spiega – è importante trasmettere un messaggio di positività che dia il senso e il valore della dimensione culturale della Bassa Padovana. Colgo l’occasione per tributare i dovuti ringraziamenti alle amministrazioni che credono nel “fare sistema” e agli enti che finanziano queste iniziative». Gli spettacoli e gli incontri all’interno del festival, alla sua prima edizione, sono affidati ad artisti riconosciuti a livello nazionale come Vinicio Capossela, Marcello Fois, Francesco Guccini, Andrea Segre. Marco Balbo, sindaco di Urbana e portavoce del gruppo di amministrazioni locali che hanno sostenuto il progetto, facenti parte delle tre province di Padova, Verona e Vicenza, spiega l’origine del nome “basse” in riferimento all’area della Bassa Padovana. «Vige un principio idraulico molto semplice per cui l’acqua nell’Ottocento andava in basso e creava aree paludose. È attraverso il termine “basse” che – afferma Balbo – abbiamo voluto indicare il festival, in un autocompiacimento un po’ ironico. L’ingresso è gratuito e solo le degustazioni sono a pagamento, in questo modo chiunque può entrare al festival e allo stesso tempo la cultura può essere “gustata” insieme all’enogastronomia. I contenuti della manifestazione sono molto legati all’Expo e si segnala soprattutto la cena itinerante di venerdì sera organizzata da chef, agricoltori e produttori allo scopo di promuovere le bontà gastronomiche del territorio».
Nella giornata di sabato 6 giugno si susseguiranno diversi appuntamenti: alle 18 ci sarà un incontro con Roberto Corradi di Radio2 Rai, alle 21 ci sarà la presentazione del progetto FuoriRotta di Simone Falso, Matteo Calore e del regista Andrea Segre, alle 22 ci sarà il live di Giancarlo Onorato e Cristiano Onorato, noto leader dei Marlene Kuntz, alle 24 sarà il turno dei musicisti Vincenzo Vasi e Valeria Sturba di OoopopoiooO, un suggestivo progetto musicale con theremin, voci, violino ed elettronica. Chiude la serata la performance teatrale Habitusmali, nata da un’idea del regista Matteo Tarasco e frutto di un workshop della durata di 3 giorn. Apre il pomeriggio di domenica 7 giugno alle ore 15 lo spettacolo per grandi e piccoli “Io sono un ladro di bestiame felice” di Gek Tessaro. A seguire doppio appuntamento con la letteratura: alle ore 16.00 salgono sul palco gli scrittori Marcello Fois, Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli per un chiacchierata-intervista condotta da Massimo Cirri, storico conduttore della trasmissione radiofonica Caterpillar, alle ore 18.30, Vinicio Capossela presenta il suo romanzo “Il paese dei coppoloni” ambientato nella terra di origine dei genitori dell’artista, l’Irpinia. Chiude il programma della giornata il concerto della Piccola Bottega Baltazar. Venerdì 22 maggio inoltre verrà inaugurata la mostra d’arte “Re del Tempo”, parte del progetto “Teatro & Diversità” che Mirko Artuso conduce da quasi vent’anni coinvolgendo persone disabili di diverse età.

Camilla Bottin

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